Dopo l'uccisione del militante di estrema destra Quentin Deranque, 23 anni, avvenuta venerdì scorso a Lione, le autorità hanno preso provvedimenti immediati. La presidente dell'Assemblea Nazionale Yael Braun-Pivet ha sospeso l'accesso al Parlamento di Jacques-Elie Favrot, assistente del deputato Raphael Arnault del partito di ultrasinistra France Insoumise (Francia indomita) fondato da Jean-Luc Mélenchon (terzo alle elezioni presidenziali con il 21,95% dei voti, dopo il liberale Emmanuel Macron e la nazionalista Marine Le Pen).
L'aggressione mortale a Lione -
Il giovane Deranque è stato aggredito a margine di una conferenza organizzata nella sede locale di Sciences Po. Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato vittima di un'aggressione da parte di un gruppo di militanti di estrema sinistra. Il ministro dell'Interno Laurent Nunez ha definito l'episodio un vero e proprio "linciaggio", mentre il ministro della Giustizia Gérald Darmanin è stato ancora più netto: "È l'ultrasinistra che ha ucciso, è incontestabile".
Il sospetto sull'assistente parlamentare -
Diversi testimoni presenti durante l'aggressione hanno citato il nome di Jacques-Elie Favrot. Per questo motivo Braun-Pivet ha deciso di sospendere il suo diritto d'accesso all'Assemblea Nazionale, spiegando che "la sua presenza tra le mura dell'Assemblea potrebbe causare turbative dell'ordine pubblico". La sospensione è a titolo preventivo e non pregiudica l'inchiesta giudiziaria in corso.
La difesa di Favrot -
Tramite il suo avvocato, Favrot ha "smentito formalmente di essere responsabile di questo dramma". L'assistente parlamentare ha però deciso autonomamente di sospendersi dalle sue funzioni per tutta la durata dell'inchiesta. Favrot ha aggiunto di essere "minacciato di morte dall'estrema destra in tutto il Paese e in Europa". Le indagini proseguono per fare piena luce sulla morte del giovane militante nazionalista.