Quando si parla di ludopatia, le prime immagini che vengono alla mente hanno le sembianze di slot machine, tagliandi da cui grattare via una patina argentata nella speranza di essere i destinatari di un premio in denaro e videopoker nascosti in qualche angolo in alcuni locali. Ma la dipendenza dal gioco d'azzardo, oggi, si è aggiornata e la nuova frontiera è quella dell'assuefazione da trading online, da shopping compulsivo e da sesso sfrenato.
Il collegamento dipendenze-tecnologie -
"Abbiamo seguito casi di persone che hanno perso in breve tempo anche 200mila euro, in un caso si è verificato un tentativo di suicidio dopo la perdita dei risparmi personali e familiari" racconta Emilia Serra, dottoressa dell'Usl 4 del Veneto orientale, al "Corriere del Veneto". Serra, che danni si occupa del trattamento delle dipendenze da gioco d'azzardo e da utilizzo problematico delle tecnologie ha ricevuto l'incarico, dall'azienda sanitaria per la quale lavora, di guidare una nuova unità operativa semplice "Dipendenze comportamentali e tecnologia digitale", istituita su proposta del direttore del dipartimento per le dipendenze, Diego Saccon.
Una nuova unità per rispondere all'emergenza -
La dipendenza da trading online, shopping compulsivo e sesso si sta diffondendo a macchia d'olio e il nuovo servizio nasce, appunto, per rispondere a una realtà in costante ampliamento. "Nel 2025 abbiamo ricevuto 51 richieste per dipendenze comportamentali, sia da parte dei diretti interessati sia dei familiari. Di queste, 35 persone sono state prese in carico per disturbo da gioco d'azzardo, ma seguiamo anche casi legati al trading online, allo shopping compulsivo e alle dipendenze sessuali. La creazione dell'unità operativa consente di riconoscere formalmente il fenomeno e di gestirlo con interventi più mirati e dedicati", spiega la dottoressa Serra.
Lo smartphone come detonatore -
Alla base di molte forme di dipendenza, secondo uno specialista del Serd, Servizio per le Dipendenze, ci sarebbe il telefono cellulare. Il dispositivo, che consente di accedere autonomamente a piattaforme di gioco o investimento tramite carte di credito e conti correnti, contribuisce ad alimentare la riduzione nel soggetto della percezione delle perdite economiche. Queste ultime, appartenendo a una dimensione virtuale, hanno un impatto sull'utente differente rispetto a quello che potrebbero avere le perdite di denaro nella realtà. Ma le conseguenze sono esattamente le stesse.
Chi può sviluppare dipendenze di questo genere? -
Giovani adulti con occupazione stabile e che hanno la possibilità di investire gran parte dello stipendio, senza curarsi del rischio che questo tipo di attività comporta, e persone tra i 40-50 anni con disponibilità economiche maggiori che adottano sì strategie più strutturate, ma finiscono per inseguire le perdite accumulando ulteriori debiti. Sono i due profili principali di utenti che rischiano di sviluppare queste "dipendenze 2.0".
La video game therapy a scopo preventivo -
Per tentare di prevenire, o di curare, queste situazioni gli psicoterapeuti si sono avvalsi di un progetto innovativo: la video game therapy. In questo percorso, gli esperti utilizzano i videogiochi come strumento di supporto nel trattamento di alcuni disturbi della salute mentale. "I segnali della dipendenza da gioco sono i cambiamenti comportamentali come insonnia, alterazioni dell'umore, perdite economiche, modifiche delle abitudini quotidiane e progressivo isolamento sociale. Nei giovani un campanello d'allarme può essere la perdita di interesse per le attività ricreative e per le relazioni con i coetanei", conclude la dottoressa Serra.