Sono ore decisive all'interno della maggioranza per cercare un'intesa sulla vicenda Rai. An e Udc, con Casini e Fini in prima persona ritengono ormai conclusa l'esperienza dell'attuale Cda a due. Non sono della stessa opinione la Lega e Forza Italia, che insistono, invece per un reintegro. E sebbene Fini tranquillizzi sulla durata della legislatura, in risposta alle accuse di Bossi, la situazione non sembra ancora sotto controllo.
Il Senatur aveva minacciato serie conseguenze sulla coalizione in caso di un voto di sfiducia di An e centristi (in Commissione di vigilanza) insieme alle opposizioni.
Fini: coalizione destinata a durare "Sono andati all' opposizione - ha proseguito - e ci rimarranno perlomeno fino alle prossime elezioni". Fini ha ricordato che "il senso di responsabilita' e' uno degli elementi che sta caratterizzando il comportamento della destra che e' al governo, al quale abbiamo dato vita con Berlusconi, con Bossi, con gli altri amici del centro: una coalizione che e' al governo per il consenso che ha ricevuto dal corpo elettorale". "La destra in molte occasioni brilla per compostezza del linguaggio, non parlo di me, parlo dei ministri e dei sottosegretari. - ha aggiunto Fini, invitando lo stato maggiore di An con lui sul palco della sala grande del palazzo della Gran Guardia a Verona - Brilla perche' fa seriamente le cose che e' chiamata a fare, non che questo sia un motivo di critica nei confronti degli altri". "La destra - ha rilevato inoltre Fini - ha dimostrato di saper governare e di aver contribuito a riforme e cambiamenti importanti".
La coalizione di governo durera' tutta la legislatura: ha comunque assicurato il presidente di An. "Questa non e' una coalizione che si e' formata per caso; ha alla base un programma, e' una coalizione destinata ad occupare l' intero arco della legislatura", ha detto Fini, aggiungendo: "e' inutile che qualcuno faccia l' appello patetico a 'resistere, resistere, resistere', e' facile dire: Rassegnarsi, rassegnarsi, rassegnarsi".
Casini boccia il reintegro
Sulla vicenda Rai il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini era già intervenuto sostenendo di ritienere sbagliato il reintegro del Cda, perché questa -aveva detto- è "una vicenda seria che non può finire nel ridicolo". Casini aveva poi ammesso le difficoltà esistenti nel trovare "tre persone dignitose che accettino di essere immesse, in queste condizioni, in un consiglio in cui sopravvive un presidente eletto da un consesso che ormai non c'è più". Nelle prossime ore, il presidente della Camera sentirà Pera.
L'ultimatum del vicepremier
"Mi auguro che i componenti del Consiglio di amministrazione della Rai rassegnino le dimissioni prima di martedì". Questo era stato, invece, il vero e proprio ultimatum del vicepresidente del Consiglio. Martedì prossimo è infatti prevista una seduta della Commissione di vigilanza Rai.