"Ora a questo non c'è rimedio. Non esiste perdono. Almeno io ora non lo concepisco. Non voglio trovare altri colpevoli, se non l'unico che ha deciso di strapparla a me. Al suo papà, alle sue sorelline, ad Andrea, alla famiglia, agli amici. Le ho insegnato il valore dell'amicizia e della verità. Del dire no se non voleva qualcosa. Le ho insegnato a difendersi se incontrava un bullo. A sostenere i più deboli. Lei odiava la violenza, però invece sapeva parlare". Mariangela Auddino, la mamma di Zoe Trinchero, 17 anni, uccisa a Nizza Monferrato, nell'Astigiano, la notte tra il 6 e il 7 febbraio parla per la prima volta, alla vigilia dei funerali della figlia che saranno celebrati sabato 14 febbraio, e lo fa attraverso un audio, diffuso attraverso gli avvocati che seguono la famiglia Fabrizio Ventimiglia e Marco Giannone.
La madre di Zoe parla per la prima volta -
Zoe è stata trovata morta nel Rio Nizza e Alex Manna, 19 anni, ha confessato una lite, pugni e il volo della ragazza nel corso d'acqua, finendo in carcere ad Alessandria. "Vogliamo la verità. Vogliamo che tutta la società civile si mobiliti - prosegue la donna -. Perché un uomo non deve nemmeno alzare un dito su una donna. E siamo noi genitori a doverlo insegnare ai figli. Sono le scuole a dover educare al rispetto e non alla rivalità".
"Mi rivolgo ai giornalisti anche - prosegue -. Prima o poi il mio cuore rallenterà e il cervello acquisirà di nuovo un minimo di lucidità e sarò anche in grado di parlare. Mentre prendo fiato per mantenermi viva. Perché per ora sto cercando di fare quello. Rimanere viva. Ora mi torturo perché quella sera non le ho detto di tornare subito a casa. Però queste parole sono rivolte a chi sta sostenendo Zoe, i suoi diritti e noi come famiglia. Ci state facendo, mi state facendo sentire sostenuta e Dio solo sa di quanto sostegno ora ho bisogno per aprire gli occhi al mattino e trovare il coraggio di affrontare un'altra giornata".
© Tgcom24
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"Il nome di Zoe - dice della figlia - significa l'essenza della vita. Alla vita, al diritto alla vita, al diritto di dire di no quando si vuole dire di no. E io me ne farò portavoce. Insieme alle altre migliaia di mamme, alle migliaia di genitori che piangono e lottano contro il femminicidio. Mia figlia voleva fare la psicologa per aiutare gli altri. La sua vita diventi un simbolo contro il femminicidio. Qualcuno penserà che ora sono parole vuote, ma se io in questo momento non mi do un obiettivo vero e reale, io non supero un'altra giornata. Ed è ora che la legge, che le istituzioni inizino a punire duramente gli assassini, senza scuse e senza cavilli".
Per Manna l'accusa non è di femminicidio -
L'accusa nei confronti di Manna, al momento, però, non è di femminicidio, ma di omicidio aggravato dai futili motivi. Per Rocco Giuseppe Iorianni, difensore con Patrizia Gambino di Alex Manna "ci sono dichiarazioni di Alex che potrebbero trovare riscontro nell'omicidio preterintenzionale. È una vicenda molto più ingarbugliata di quanto potesse apparire all'inizio".
L'avvocato parla anche del depistaggio effettuato dal giovane dopo l'accaduto. Quando la famiglia e tutti gli amici cercavano Zoe, che si era attardata a parlare con lui, aveva fatto rischiare il linciaggio a un uomo di colore residente fin da bambino in paese: aveva indicato in lui l'aggressore. "I due amici ai quali è contestato il coinvolgimento a titolo di favoreggiamento sul depistaggio delle indagini - prosegue l'avvocato - sono della stessa compagnia e tra quelli che, intervistati in tv, si dicevano affranti. "Chi ha fatto cosa? Al momento il coinvolgimento dei due amici è per favoreggiamento, ma è ancora tutto da definire. Alex è stato descritto anche come 'lo scemo della compagnia'. Gli si voleva appioppare tutta questa storia?". Il legale poi, sulla confessione di Manna, sottolinea: "Indagheremo per capire perché abbia confessato. Intanto aspettiamo i risultati ufficiali dell'autopsia che, comunque, già dai primi dati parla di morte da precipitazione. Ma come è precipitata Zoe?".
Le indagini proseguono per accertare la dinamica dei fatti, anche attraverso le analisi degli abiti sia di Zoe che di Manna, che verranno inviati al Ris di Parma.
I funerali -
L'ultimo saluto a Zoe sabato 14 febbraio alle 10. "Ovviamente il funerale sarà aperto a tutti. Come lei avrebbe voluto", afferma la madre, ringraziando per "le donazioni, che per noi veramente in questo momento sono inaspettate e una manna dal cielo. Grazie alle amiche che si sono mobilitate per farlo. Grazie allo studio di avvocati che ci ha accolti nonostante sapesse la nostra situazione".