Fossen – Distilleria Profumi è una maison di profumeria artistica, che affonda le proprie radici in un’affascinante storia familiare e si sviluppa poi, nel corso del tempo, attraverso una visione concettuale del profumo, inteso come oggetto culturale e narrativo.
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Il progetto, ideato da David Distefano, farmacista di formazione, nasce dall’incontro tra memoria e sapere contemporaneo. Il nome Fossen riaffiora dalla storia familiare del fondatore, evocando la sartoria parigina appartenuta al trisnonno: la Maison Louis Fossen, attiva durante la Belle Époque nel settore dell’alta moda locale e in quello degli articoli di lusso, ma anche nel mondo del teatro, in un periodo storico in cui lo spettacolo era un rito sociale e culturale. Tra quinte, luci di scena e tessuti, quella sartoria costruiva abiti pensati per essere vissuti, indossati, raccontati. Ed è proprio da quell’immaginario che oggi prende vita il linguaggio olfattivo del brand.
Ogni fragranza è concepita con approccio autoriale, come un abito su misura: costruita con rigore, equilibrio e attenzione alla struttura, pensata per adattarsi alla pelle e accompagnare chi la indossa. Sartorialità, memoria e narrazione sono i pilastri del progetto e guidano ogni scelta, dalla formulazione al packaging, fino allo spazio fisico del brand. La boutique-laboratorio, che sorge a Noto, in Sicilia, è contemporaneamente punto vendita e studio creativo, intimo e sensoriale. Fiori, spezie e oli essenziali provenienti da tutto il mondo ispirano le note delle fragranze della maison, perché nessun sogno manca di un suo magico profumo.
Il concept di Fossen si sviluppa lungo un asse italo-siculo-francese: la costruzione olfattiva delle fragranze è di scuola francese, l’eleganza e la linearità deriva dal design italiano, le radici siciliane rappresentano invece la matrice emotiva e narrativa.
Inserita nel panorama della profumeria artistica di nicchia, Fossen– Distilleria Profumi si rivolge a chi cerca nel profumo non solo una firma olfattiva, ma un gesto personale, culturale e identitario.
Chi è David Distefano? Quali sono le tue origini e qual è stato il tuo percorso di formazione?
Siciliano, chimico in ambito farmaceutico. La mia formazione mi ha insegnato il rigore: materie prime, qualità, stabilità e costruzione di una formula nel tempo. Accanto a questo, ho sempre avuto un’educazione “dell’occhio”; sono innamorato della bellezza concreta, quella che si vede e si sente davvero: proporzioni, luce, dettagli. Fossen nasce dall’incontro tra queste due discipline, scientifica ed estetica. Oggi seguo concept creativo e direzione del progetto olfattivo con l’obiettivo di costruire una maison indipendente, coerente e riconoscibile, radicata a Noto e capace di parlare anche fuori dall’Italia.
Fossen – Distilleria Profumi. Qual è la storia di questa maison di profumeria artistica? Possiamo parlare di una storia di famiglia?
Sì, è una storia di famiglia. Nasce da una tradizione sartoriale raccontata dai nostri nonni e custodita ancora oggi nella nostra sede che ospita, infatti, una macchina da cucire storica e abiti esposti a ciclo come tracce reali di quel passato. Ho trasformato quella cultura del gesto, cura del dettaglio, disciplina e misura, in profumeria artistica. Così è nata Fossen. La maison intreccia memoria, ricerca e visione. Questo progetto è stato reso possibile anche da una rete di persone vicine: amici, genitori, parenti, professionisti, artigiani e il mio compagno, che mi hanno sostenuto nei passaggi più delicati. Per noi il profumo è un linguaggio: non “decorazione”, ma presenza. Un oggetto che deve essere bello nel modo giusto: misurato, riconoscibile, mai esagerato.
Da una sartoria parigina di fine Ottocento a una distilleria di profumi di nicchia nel cuore di Noto: come mai questa evoluzione verso le fragranze?
È stato un percorso naturale che è scaturito dal desiderio di proseguire il progetto del mio trisavolo, pur non avendo competenze sartoriali, ma avvalendomi delle mie conoscenze nel settore chimico. Ho voluto restituire la bellezza di quell’epoca alla nostra famiglia, attraverso fragranze e profumi che raccontano la nostra storia, da Parigi alla Sicilia. Il principio non cambia: dare forma all’identità attraverso la materia. La sartoria lavora su taglio, proporzioni e tempo; la profumeria lavora su struttura, pelle e tempo. È la stessa idea di bellezza. Non un effetto speciale, ma una costruzione. Oggi quello stesso gesto si traduce in fragranze pensate per essere indossate come un abito.
Qual è il legame tra creazioni moda e profumi? Possiamo parlare di una concezione sartoriale delle vostre fragranze? Assolutamente. Per Fossen la sartorialità è un metodo: equilibrio tra materie prime, architettura della formula e armonia con chi la indossa. E lo stesso vale per tutto ciò che circonda il profumo: packaging, spazio, allestimento. La bellezza, per noi, non è un tema, è una disciplina del dettaglio.
A cosa si ispira la prima collezione, Opera?
Opera è ispirata al teatro, al luogo in cui tutto ha avuto inizio. Nella nostra storia familiare c’è un legame reale con i teatri: ce lo raccontavano i nonni e lo testimonia un oggetto per noi simbolico, una macchina da cucire che accompagnava il nostro trisnonno nei teatri di Parigi, dove lavorava, e che oggi è conservata nella nostra sede. Da lì nasce l’immaginario di Opera: la scena, i velluti, i colori, la ritualità dei gesti e la precisione dei dettagli. Ho anche frequentato e lavorato dietro le quinte; lì ho capito che l’eleganza non è apparenza ma lavoro invisibile. Per questo Opera è costruita come un ciclo in cinque atti: ogni fragranza è una scena autonoma, ma parte di un’unica narrazione, pensata per evocare una bellezza intensa e misurata.
E Opera Seconda invece? Di cosa si tratta?
Opera Seconda prosegue il percorso olfattivo di Fossen – Distilleria Profumi come un nuovo movimento, in continuità con il linguaggio della maison. È una fragranza che mantiene rigore e costruzione sartoriale, aprendosi a una dimensione più luminosa, vibrante, estiva. Appartenente alla famiglia agrumata e fiorita, si apre con un accordo frizzante di bergamotto e arancia, attraversato da coriandolo e cardamomo, che introducono una sensazione immediata di freschezza. Il cuore si sviluppa in una fioritura ampia e ariosa di gelsomino arabo, rosa francese e rosa turca, arricchita da magnolia, calendula e anice stellato. Il fondo, morbido e contemporaneo, unisce ambroxan, legno di cedro, vaniglia e muschio, accompagnando la composizione con equilibrio e continuità sulla pelle. Il concept di Opera Seconda evoca le serate estive nelle città italiane affacciate sul mare: la luce che si abbassa, le piazze che si animano, l’aria calda che trattiene profumi e voci. Noto, Taormina, Portofino e Capri diventano suggestioni condivise, tradotte in una fragranza luminosa, conviviale, scorrevole.
Quali sono le note stilistico-olfattive dei profumi Fossen?
Struttura, misura, profondità. La costruzione è di scuola francese. La Sicilia entra come matrice emotiva, non folkloristica: luce, pietra, agrumi, barocco, artigianato. Dentro questa grammatica c’è anche il nostro “viaggio” attraverso Francia, Italia e Sicilia, tre registri estetici e sensoriali. Dal cipriato e dall’eco dei teatri d’epoca, fino alle città italiane d’estate e ai profumi pieni di vita del Sud: note che richiamano, ad esempio, pasta frolla appena sfornata e canditi, gelsomino, fiori d’arancio e scorza di bergamotto, incenso ecclesiastico delle chiese barocche. Il risultato sono profumi che non inseguono il trend ma cercano durata e relazione.
Come si manifestano le influenze italo-siculo-francesi della vostra storia nel progetto Fossen?
La nostra sede, dove progettiamo le fragranze e accogliamo le persone per far conoscere il concept, è un incastro coerente di queste tre anime: richiami francesi in alcuni arredi e luci, un’impronta siciliana nei materiali e nelle architetture, e linee sobrie ed essenziali che rimandano allo stile italiano. All’interno, a ciclo, esponiamo anche abiti storici legati alla nostra storia sartoriale. Lo stesso linguaggio vive nel packaging: costruzione olfattiva e rigore compositivo di scuola francese; confezione esterna ed etichetta dalle linee pulite e italiane; e, all’interno, il lampasso, una stoffa pregiata di un’epoca siciliana, che diventa segno identitario e memoria tattile con disegni floreali realizzati da mia nonna. È un dialogo continuo tra disciplina e poesia, tra rigore e bellezza.
Progetti e sogni per il futuro?
Voglio crescere bene: con coerenza e senza perdere identità. Avrei potuto continuare una carriera tecnica in azienda o proseguire gli studi di medicina, ma ho scelto Fossen perché volevo contatto umano e la responsabilità di creare fragranze, costruendo un linguaggio e un’esperienza reale. Il sogno è realizzare una maison indipendente fondata su disciplina, misura e qualità, capace di durare. Vorrei farlo con una squadra solida e persone perbene, creando connessioni autentiche tra profumo, cultura e territorio. L’obiettivo finale è lasciare qualcosa che resti: una maison riconoscibile, essenziale, che guarda al mondo, con una radice autentica sotto i piedi, qui a Noto.