"Chiara versa in una sorta di condizione di solitudine, preferisce comunicare col web che ha una funzione suppletiva": ciò "le consente di avere le risposte anche più disparate, che la proteggono, la salvaguardano dal senso di vergogna". È quanto affermato da Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, le perite della Corte d'Assise di Parma, presenti in aula per testimoniare nel processo che vede imputata Chiara Petrolini, la 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati a Traversetolo, in provincia di Parma. Le perite hanno illustrato il proprio elaborato nel quale emerge la piena capacità di intendere e volere della giovane al momento dei fatti.
L'immaturità di Chiara -
Verga e Ghiringhelli hanno sottolineato anche l'immaturità della ragazza: "Ha un interlocutore preferenziale, la cronologia del suo cellulare. Per noi Chiara è immatura quando ha una mancata assunzione di responsabilità, fa fatica a gestire alcune emozioni, preferisce parlare col web che con le persone, dipende molto dal giudizio altrui e tollera male, ha una ipersensibilità alla critica, al giudizio". Immaturità tali, però, da non modificare "la valutazione sulla capacità di intendere e di volere", spiega Laura Ghiringhelli, analisi poi confermata dalla collega Verga.
"Persona brillante e capace di stare in giudizio" -
"Non è emerso che lei (Chiara Petrolini) avesse un deficit cognitivo: è una persona brillante che studia, non ha un disturbo di personalità e non è emerso neanche dai test". Lo spiega Ghiringhelli che aggiunge: "È capace di stare in giudizio, è sempre venuta a tutte le udienze".