ESPLODE LA POLEMICA

Referendum sulla giustizia, l'attacco di Gratteri: "Voteranno 'Sì' gli imputati e la massoneria deviata" | La maggioranza: "Parole indegne"

Tajani: "Un attacco alla democrazia, offende milioni di italiani". La Russa: "Basito, le sue parole alzano lo scontro"

© Ansa

Al referendum sulla giustizia "voteranno per il 'No' le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il 'Sì' gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente". Lo ha affermato il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, in un'intervista al Corriere della Calabria. I partiti di maggioranza, che sostengono il "Sì", replicano: "Parole indegne e oltraggiose, la condanna sia unanime".

La Russa: "Basito, le sue parole alzano lo scontro" -

 "Sul referendum ho sempre auspicato un dibattito sereno, un confronto civile tra le diverse posizioni", ha detto Ignazio La Russa, presidente del Senato, aggiungendo: "Rimango pertanto basito dalla grave dichiarazione rilasciata dal procuratore Nicola Gratteri che in un'intervista ha sostenuto che "a votare sì saranno indagati, imputati, la massoneria deviata e i centri di potere". Gratteri - sottolinea La Russa - ricopre un incarico molto importante e la sua affermazione, oltre a essere priva di verità, offende milioni di cittadini che non voteranno come lui. Mi auguro possa tornare sui suoi passi anche perché la sua dichiarazione fa alzare e di parecchio i toni dello scontro politico".

Tajani: "Parole di Gratteri sono un attacco alla democrazia, offendono milioni di italiani" -

 "Sono una persona perbene, non sono massone, non sono indagato e non sono imputato, non faccio parte di alcun centro di potere. E voterò convintamente sì al referendum sulla riforma della giustizia", scrive su X il leader di FI e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, commentando le parole del pm di Napoli Nicola Gratteri. "Le parole del procuratore Nicola Gratteri - aggiunge - sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offende milioni di italiani".

Bignami (Fratelli d'Italia): "Parole indegne, la condanna sia unanime" -

 "Gravissime le parole del procuratore Gratteri che per sostenere il 'No' in un'intervista ha dichiarato testualmente che voteranno per il 'Sì' gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente. Dichiarazioni indegne da parte di chi dovrebbe rappresentare la magistratura", ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. "Mi auguro che le Istituzioni, la magistratura, il Comitato per il No e le altre forze politiche condannino e prendano le distanze da questa assurda criminalizzazione di chi la pensa diversamente", ha aggiunto.

Sallemi (Fratelli d'Italia): "Gratteri chieda scusa" -

 "Credo che il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, debba chiedere scusa per le sue vergognose accuse agli italiani che voteranno 'Sì' al referendum sulla giustizia", ha affermato Salvo Sallemi, senatore di Fratelli d'Italia e componente della commissione Giustizia. "Definirli in modo sprezzante 'imputati', 'indagati', persino componenti di una 'massoneria deviata' è estremamente oltraggioso. La dialettica politica, anche aspra, è legittima, ma mai deve trascendere in questo tipo di polemica triviale e offensiva. Un magistrato tanto importante dovrebbe saperlo e ponderare le parole", ha detto.

Il viceministro Sisto (Forza Italia): "Etichette infamanti" -

 "Le parole del procuratore Gratteri sono sconcertanti. Dividere gli italiani tra persone 'perbene' e presunti delinquenti sulla base della loro scelta al referendum è un atto di delegittimazione grave e inaccettabile. Chi voterà 'Sì' non è un indagato né un complice dei poteri occulti: è un cittadino che esercita legittimamente un diritto costituzionale. Magari con l'obiettivo, sempre se Gratteri consente, di rendere la giustizia migliore", ha affermato il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto (Forza Italia). "Attribuire a milioni di italiani etichette infamanti significa 'sporcare' il confronto. Nessuno può arrogarsi il diritto di stabilire chi sia 'perbene' in cabina elettorale. La legalità, poi, non è patrimonio esclusivo del procuratore Gratteri, al quale dico: ai 'Pm protagonisti' abbiamo già pagato un pesante tributo un po' di anni fa, e non si sente affatto il bisogno di nuovi emuli, fuori tempo massimo", ha aggiunto.

Il Comitato per il Sì: "Chieda scusa immediatamente a milioni di italiani" -

 "Caro Gratteri, la invitiamo a chiedere scusa immediatamente ai milioni di italiani che voteranno 'Sì', compresi tutti i membri di questo comitato, tra i quali vi sono tanti magistrati suoi colleghi. Nessuno, lei compreso, è detentore della moralità e dell'etica pubblica. Questa presunzione di superiorità morale è francamente insopportabile", recita un post del Comitato nazionale "Sì Riforma". "Confidiamo che, come al solito, messaggi di questo tipo spingano ancor di più gli italiani a votare per dimostrare che per esprimere il loro voto non hanno bisogno di una patente da parte vostra. Siamo tutti abbastanza grandi e informati. Grazie. Noi votiamo orgogliosamente 'Sì'! Questa volta il giudice sei tu. Non Gratteri", si legge.

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