"L’unica cosa che vorrei è un cuore per mio figlio, immediatamente." Così, a "Mattino Cinque", parla la madre del bimbo di due anni che, al Monaldi di Napoli, ha ricevuto un cuore danneggiato durante il trasporto. L’organo destinato al piccolo sarebbe stato conservato con ghiaccio secco invece che con ghiaccio normale, compromettendone la funzionalità e rendendo il trapianto inefficace.
La donna spiega che il tempo è diventato un fattore decisivo. "È una questione di minuti, secondi, ore", dice con la voce spezzata, aggiungendo di aver appreso dell’errore non dai medici, ma leggendo i giornali.
La notte precedente, racconta, non è riuscita a chiudere occhio. "Il bambino è peggiorato, quando l'ho visto gli usciva anche il sangue dal naso", afferma, sottolineando come prima del trapianto la situazione fosse completamente diversa.
"Fino a quel giorno era a casa con me: giocava, mangiava, rideva", continua la donna, insistendo sul fatto che non fosse necessario procedere proprio con quel cuore.