
Un parapiglia tra alcuni familiari delle vittime della strage di Crans-Montana e i coniugi Jacques e Jessica Moretti si è verificato pochi minuti prima dell'inizio dell'interrogatorio di Jessica davanti all'aula universitaria in cui si svolge l'audizione, a Sion, in Svizzera. Gli indagati proprietari del locale "Le Constellation" sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti, meno di una decina, si sono avventati contro di loro.
"Avete ucciso i nostri figli" -
Al loro arrivo, diversi parenti delle vittime si sono precipitati verso i due gridando: "Avete ucciso i nostri figli". La coppia è riuscita a entrare nell'edificio solo sotto la protezione della polizia e in seguito i parenti hanno lasciato l'area.
In un video, si sente la voce disperata di una donna che urla: "Dov'è mio figlio?", "La pagherete cara, assassini". Si sente anche una voce maschile che grida: "Prendetevi la responsabilità". Un'altra donna urla: "Ce l'avrete sulla coscienza". Poi ancora grida fra le lacrime: "Non bastano i soldi, le vite dei bambini non si comprano. Pagate, assumetevi la responsabilità".
Madre accusa Moretti: "Siete la mafia". Jacques: "No, sono un lavoratore" -
Spintoni, urla e accuse: nell'inaspettato parapiglia, a favore di telecamere, tra alcuni familiari delle vittime da una parte e Jacques e Jessica Moretti dall'altra c'è anche stato un drammatico scambio verbale tra una madre e Jacques. "Siete la mafia, avete pagato 200mila franchi ed è finita!", ha detto la donna. Il proprietario de "Le Constellation" ha replicato: "No, non c'è mafia, sono un lavoratore".
"Dov'è mio figlio? Come dormite? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov'è?", ha chiesto la madre disperata. "Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia", ha replicato Jacques.
Avvocato dei Moretti: "È stata un'aggressione" -
"Sono stati i coniugi Moretti a voler incontrare le famiglie delle vittime, hanno sempre detto di voler ascoltare e spiegarsi con loro affinché si possano esprimere ma questa è stata un'aggressione". Lo ha detto l'avvocato Nicola Meier. In una pausa dell'interrogatorio di Jessica, l'avvocato Meier sarebbe stato a sua volta avvicinato dal fratello di una delle vittime della strage di Crans-Montana, aggredito verbalmente e anche strattonato. È stato pertanto costretto ad allontanarsi dal locale in cui si trovano i giornalisti.
Jessica piange durante l'interrogatorio: "Comprendiamo la rabbia delle famiglie" -
"Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei familiari. È per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie, poiché sapevamo che c'era un raduno. Sapevamo che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi". Lo ha detto, in lacrime, Jessica, rivolgendosi ai legali delle parti civili, durante l'interrogatorio, ancora scossa dopo l'aggressione.
"Mai prove di evacuazione perché nessuno ce l'ha chiesto" -
A "Le Constellation" "non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle". Ha raccontato, inoltre, Jessica nell'interrogatorio. Inoltre, l'imprenditrice ha sostenuto che nella serata di Capodanno ci fossero due buttafuori, ma dalla documentazione raccolta dalla procura ne risulta ingaggiato solo uno.