L'app di messaggistica WhatsApp ha denunciato un tentativo delle autorità russe di bloccarne il funzionamento per costringere gli utenti a migrare verso un servizio concorrente controllato dallo Stato, definendolo un "passo indietro". "Il governo russo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp per spingere le persone verso un'app di sorveglianza di proprietà statale", ha affermato la filiale del gruppo americano Meta. L'autorità di regolamentazione russa aveva già imposto restrizioni all'app Telegram questa settimana, l'ultimo passo di una più ampia repressione dei social network con sede all'estero.
La replica -
Mosca afferma che WhatsApp verrà sbloccata in Russia se Meta rispetterà "le leggi russe" e dimostrerà "disponibilità al dialogo". "Si tratta di una questione di conformità alle leggi russe. Se Meta si conforma, avvierà un dialogo con le autorità russe e poi ci sarà l'opportunità di raggiungere un accordo", ha spiegato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov all'agenzia di stampa Tass. Intanto l'autorità di controllo delle telecomunicazioni russa ha confermato di aver adottato misure per rallentare WhatsApp, sostenendo che si tratta di un servizio utilizzato per organizzare attività terroristiche nel Paese e per estorcere denaro ai cittadini.
L'alternativa proposta da Mosca -
Le autorità russe stanno incoraggiando la popolazione a utilizzare Max, una nuova app di messaggistica promossa dal Cremlino, ma molto meno popolare rispetto a Whatsapp. Offerta dal colosso dei social media Vk dal 2025, Max fornisce accesso sia ai servizi governativi che agli store online. Rispetto ad altre applicazioni, Max ha regole sulla protezione dei dati personali molto meno rigide: secondo diversi dissidenti, l'intenzione della Russia è di controllare le conversazioni private die cittadini.