La tragedia del 2017

Rigopiano, tre condanne e cinque assoluzioni nell'appello bis

La sentenza è arrivata dopo otto ore di camera di consiglio in Corte d'Appello a Perugia

© ansa

Tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni. Si chiude così, dopo quasi otto ore di camera di Consiglio, l'appello bis per la tragedia di Rigopiano in Corte d'Appello a Perugia. Condannati a due anni gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Assolti perché il fatto non costituisce reato l'ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, l'ex tecnico comunale Colangeli e i tre dirigenti regionali Giovani, Belmaggio e Primavera. Due prescrizioni per gli ex dirigenti della provincia Di Blasio e D'incecco

Le richieste, le condanne e le assoluzioni -

 Con i capi d'imputazione di omicidio colposo plurimo non aggravato in concorso formale con crollo di costruzione colposo aggravato dalla verificazione del danno, nell'appello bis a Perugia il Pg Paolo Barlucchi aveva chiesto: tre anni e dieci mesi per i cinque dirigenti della Regione Abruzzo Carlo Giovani, Emidio Primavera, Pierluigi Caputi, Vincenzo Antenucci e Carlo Visca, assolti in primo e secondo grado nei processi in Abruzzo; la conferma di due anni e otto mesi per l'ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, condannato in primo e secondo grado; due anni e otto mesi anche per il tecnico comunale Enrico Colangeli, assolto in primo grado e condannato in secondo grado a due anni e otto mesi; tre anni e quattro mesi per i due tecnici della provincia di Pescara, Mauro Di Biasio e Paolo D'Incecco, condannati alla stessa pena nei primi due gradi di giudizio. Chiesto, invece, il proscioglimento dell'ex dirigente regionale Sabatino Belmaggio, assolto in primo e secondo grado nei processi in Abruzzo. 

Tensione in aula contro l'ex sindaco assolto -

 Si sono verificati alcuni momenti di tensione in aula al termine della lettura del dispositivo che ha visto l'ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, essere assolto. L'avvocato dell'ex primo cittadino, Cristiana Valentini, è scoppiata in lacrime per il pronunciamento di assoluzione. Una reazione che non è stata gradita da alcuni parenti delle vittime, anch'essi presenti in aula. In particolare, la madre di Stefano Feniello ha urlato: "Si piange per la morte di un figlio, non per un'assoluzione".

Marsilio: "Rispetto per la sentenza ma dolore per i familiari" -

   "Accogliamo la sentenza sul processo relativo alla tragedia di Rigopiano con rispetto e con il profondo senso di responsabilità che spetta alle istituzioni. Questa decisione non può che suscitare sentimenti di dolore e di partecipazione verso i familiari delle vittime e i superstiti di quella terribile notte del 18 gennaio 2017. Nessuna decisione giudiziaria potrà mai restituire le vite perdute, né cancellare la ferita profonda che quella tragedia ha lasciato nella comunità abruzzese e nel cuore di tutto il Paese. Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di accogliere e rispettare le decisioni del giudice con equilibrio e senso civico. Attendiamo ora la pubblicazione delle motivazioni per poter esprimere una valutazione più completa su quanto stabilito. Rinnovo infine la mia più sincera vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che, in questi anni, hanno cercato giustizia e verità con coraggio e dignità". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

Ti potrebbe interessare