Mantenere la concentrazione su un singolo compito fino a che non l’abbiamo portato a termine sembra essere una missione impossibile: in effetti il nostro mondo è sempre più “affollato” di impegni, compiti da portare a termine in breve tempo e stimoli contrastanti. Le notifiche ci interrompono di frequente e il multitasking, più che una scelta consapevole, è una necessità di cui non ci rendiamo neppure conto. Il cervello è sempre sotto pressione per cogliere queste continue sollecitazioni, valutarle e decidere che cosa è davvero rilevante e a quali richiami si può tardare a rispondere per dare priorità al compito nel quale cerchiamo di immergerci. Ecco dunque nascere la difficoltà a mantenersi connesso, anche quando la situazione è tranquilla. Eppure, difendersi è possibile.
GLI STIMOLI DEL MONDO DIGITALE – Alcuni studi neuroscientifici hanno dimostrato che le capacità cognitive umane faticano a tenere il passo con il ritmo del mondo digitale. Si calcola che, ogni secondo il nostro cervello sia bersagliato da circa 11 milioni di bit di informazioni: di queste solo una frazione minima viene percepita consapevolmente, mentre il resto è automaticamente filtrato e scartato. Ad esempio, chi vive in un contesto urbano rumoroso, dopo un certo tempo non avverte quasi più il frastuono delle auto: si tratta un processo automatico del quale si è inconsapevoli, ma che richiede al cervello un notevole dispendio di energia. Lo stesso accade quando si lavora in una stanza in disordine, in un ufficio sovraffollato o quando si ricevono continuamente grandi quantità di e-mail, segnalate da notifiche visive o sonore. Di solito non ce ne rendiamo conto, ma a fine giornata ci troviamo affaticati in un modo che non riusciamo a spiegare. In tutto ciò, ci è richiesto di portare a termine un compito impegnativo in un tempo dato: l’obiettivo è del tutto alla nostra portata, ma abbiamo difficoltà a concentrarci e, date le premesse, non è facile capire perché. Riuscire a focalizzare l’attenzione e a mantenerla costante non è intrinsecamente difficile: il cervello, infatti, tende per natura a focalizzarsi su ciò che considera rilevante o interessante. Se l’attenzione si sposta con grande facilità su altri contenuti, ciò avviene perché il cervello compila, in tempo reale e in modo automatico, una diversa gerarchia di priorità in cui entrano stimoli diversi: il telefono che squilla, la conversazione a pochi passi da noi, gli oggetti accatastati sulla scrivania. A compromettere l’attenzione è proprio questo continuo passaggio da un compito all’altro: anche le interruzioni brevi, come controllare una mail o una notifica, hanno un impatto misurabile sulle prestazioni cognitive.
IL FLOW: CHE COS’È E COME ARRIVARCI – Il massimo della concentrazione e dell’efficacia nell’eseguire un compito si ottiene nel cosiddetto “flow”, ovvero l’esperienza ottimale e lo stato di coscienza in cui siamo così immersi in un'attività da dimenticare il tempo, l'ambiente circostante e persino noi stessi. Quando ci troviamo immersi nel flow la nostra concentrazione è totale, ci troviamo in equilibrio tra abilità e sfide, al riparo quindi dalla noia di un compito troppo facile e dall’ansia generata da un obiettivo troppo difficile, e affrontiamo il lavoro al meglio delle nostre capacità e creatività: otteniamo ottimi risultati e, nello stesso tempo, intenso appagamento. Immergersi nel flow, quindi, ci rende produttivi al massimo delle nostre capacità, comprese quelle che non sapevamo di possedere, e insieme crea un profondo benessere psicologico. Per raggiungere questo stato di grazia è necessario che l’attività da affrontare ci appassioni, avere obiettivi chiari e un feedback immediato. Il flow è quello che permette a un atleta di vincere una gara importante, all’artista di immergersi nel flusso creativo da cui nascerà un capolavoro, e a uno studente di assimilare una lezione difficile.
- COME AIUTARE LA CONCENTRAZIONE – Date queste premesse, vediamo qualche strategia per raggiungere la concentrazione e mantenerla per il tempo necessario a completare un compito.
- Evitare il multitasking: abituarsi ad affrontare un solo compito per volta è un buon punto di partenza; la ricerca ha dimostrato che il cervello umano è impostato per svolgere compiti in sequenza, non in contemporanea. All’inizio ci vorrà un po’ di disciplina per insegnare alla mente a non deviare da quello che si sta facendo in quel momento, escludendo i pensieri intrusivi, ma ci si può riuscire.
- Creare un ambiente ordinato in cui lavorare: togliamo dalla scrivania quello che non serve, chiudiamo le schede digitali del browser di non immediato utilizzo, spegniamo le notifiche, per quanto possibile.
- Allontanare lo smartphone dal campo visivo – La presenza del telefonino nella nostra vita è così pervasiva che, per arrivare a dimenticarcene, non basta spegnere le notifiche o silenziarlo: dobbiamo proprio allontanarlo da noi ed escluderlo dal nostro campo visivo. Alcuni studi mostrano che tenere il telefono a portata di mano riduce le prestazioni cognitive anche quando non viene utilizzato.
- Non inseguire il flow a tutti i costi – Anche se il flow è uno stato di grazia, non è necessario immergersi in esso per lavorare bene ed essere produttivi. Puntare sempre al flow rischia di generare frustrazione: meglio concentrarsi su brevi intervalli di attenzione.
- Rendere piacevole il nostro compito: è più facile concentrarsi a un compito gradevole che a uno che proprio non possiamo sopportare. Se proprio non è possibile, cerchiamo di affrontarlo subito, senza procrastinare e seguiamo il metodo chiamato “della rana”.
- Fare una pausa ogni tanto per riposare: uno stato di concentrazione profonda non può essere mantenuto troppo a lungo. Dividiamo il lavoro in sezioni e concediamoci una pausa tra un blocco e l’altro. Ricordiamo però che non tutte le pause sono ugualmente riposanti: l’ideale è alzarsi, fare due passi per sgranchirsi, magari affacciarsi alla finestra aperta. Scorrere i social non è invece una buona idea perché è un’attività che ci espone a un nuovo flusso di informazioni e stimoli, impedendo al cervello di recuperare.
- Dormire a sufficienza: un sano stile di vita, con alimentazione equilibrata, un po’ di attività fisica e un adeguato riposo notturno, sono la premessa indispensabile per avere un cervello attivo e capace di concentrarsi.