
Quando è stata gettata nel canale era ancora viva. Ecco l'esito della prima parte degli accertamenti medico legali sul corpo di Zoe Trinchero, la diciassettenne di Nizza Monferrato (Asti) uccisa nella tarda serata dello scorso 6 febbraio. Serviranno ancora delle analisi, ma questo aspetto, legato al "trauma da precipitazione", sembra ormai chiarito in via definitiva. Nonostante i pugni vibrati da Alex Manna, l'amico che si era appartato con lei "per parlare", Zoe respirava ancora mentre veniva scaraventata nel rio da un'altezza di circa tre metri.
Alcuni amici comuni hanno rivelato che il giovane aveva tentato un approccio con Zoe due settimane fa. "Da quanto abbiamo capito - è il loro racconto - venerdì sera si erano appartati proprio per discutere di questo. E pensiamo che all'ennesimo rifiuto sia scattato qualcosa". Uccidere una donna perché non ha accettato un rapporto affettivo è, in base al testo introdotto nel Codice penale, una delle circostanze che integrano il femminicidio. Quella che trapela dalle testimonianze degli amici è una vera e propria metamorfosi di Alex. "Quando lo abbiamo conosciuto sembrava un mollaccione. Ma poi nelle ultime storie social sembrava molto più estroverso, sicuro, metteva musica gangster e trap".
Convalidato il fermo di Alex, resta in carcere -
Il fermo di Alex Manna è stato convalidato. Il ventenne resta dunque nel carcere di Alessandria, dov'è rinchiuso dalla sera del 7 febbraio. "Sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza, fosse solo perché reo confesso - sottolinea l'avvocata Patrizia Gambino - e l'accusa resta quella di omicidio aggravato dai futili motivi". La legale rende noto inoltre che c'è un secondo collega ad affiancarla nella difesa di Manna, Rocco Giuseppe Iorianni, del foro di Palmi. "Il collega - riferisce Gambino - ha assistito all'autopsia di Zoe e andrà in carcere da Manna. Nei prossimi giorni andranno dal figlio anche i suoi genitori. Continuo a dire che si tratta di una tragedia - conclude Gambino - e che ci sono indagini in corso, quindi la vicenda è da trattare in modo delicato".
Per i pm c'è pericolo di fuga -
Per Alex Manna, secondo la procura di Alessandria, sussiste anche un concreto pericolo di fuga, elemento che ha contribuito alla decisione di confermare la custodia in carcere. Il gip di Alessandria Aldo Tirone ha ritenuto fondati i gravi indizi di colpevolezza presentati dagli inquirenti e, soprattutto, la confessione resa da Manna ai carabinieri, sciogliendo così la riserva sulla misura cautelare.
La testimonianza di Nicole -
Potrebbe rivelarsi molto importante la testimonianza di Nicole, l'amica del cuore di Zoe. "Alex - dicono gli amici - era stato con lei. A noi ha detto che era un tipo ossessivo: non poteva parlare con nessuno o uscire vestita in determinati modi. Aveva anche degli attacchi di ira. E lei, in quel periodo, stava male". Un fatto è certo: Alex, davanti al resto della compagnia, ha mantenuto la lucidità necessaria per accusare un innocente. "Era lì con noi, è sceso a piangerle addosso e a urlare 'è colpa mia che non l'ho salvata, l'ho lasciata da sola'. Tremava, continuava a piangere e noi purtroppo gli abbiamo creduto. Ha incolpato subito un ragazzo di colore che senza i carabinieri avrebbe rischiato il linciaggio". In serata a Nizza è prevista una fiaccolata in memoria di Zoe. La organizzano l'associazione Futura e il Comune. "È il nostro 'no' alla violenza" ha dichiarato il sindaco, Simone Nosenzo.