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Trump: "L'Iran non avrà armi nucleari né missili" | Pronta una seconda portaerei Usa in Medio Oriente

Teheran difende il diritto all’arricchimento dell’uranio mentre Israele prepara nuove pressioni diplomatiche 

© Ansa

"Sarebbe sciocco da parte dell'Iran non voler fare un accordo". In un'intervista a Fox News, Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti hanno "una massiccia flottiglia diretta verso l'Iran. L'ultima volta abbiamo eliminato la loro capacità nucleare e vedremo se questa volta ne elimineremo ancora di più".

Allo stesso tempo, in un'intervista a Channel 12, il presidente ha chiarito la posizione americana: “Possiamo raggiungere un ottimo accordo con l'Iran. Niente nucleare, niente missili balistici. La questione del nucleare è scontata”. Trump ha parlato di un possibile accordo “grande”, sottolineando però che non accetterà compromessi sul nucleare e sui missili. Pur mantenendo la porta aperta alla diplomazia, non esclude scenari duri e sta valutando l’invio di una seconda portaerei in Medio Oriente: “Abbiamo un'armata che si sta dirigendo lì e un'altra potrebbe essere in arrivo”, ha dichiarato ad Axios. “Faremo un accordo oppure dovremo fare qualcosa di molto duro come l'ultima volta”, ha aggiunto, riferendosi agli attacchi contro impianti nucleari iraniani ordinati a giugno.

Avvertimento iraniano -

 Teheran risponde con fermezza. Il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran Ali Larijani ha invitato Washington a non farsi condizionare dalla visita di Benjamin Netanyahu e a restare vigile sul “ruolo distruttivo dei sionisti” nei negoziati. “Non abbiamo negoziato con gli Stati Uniti su nessun argomento se non quello nucleare”, ha dichiarato il responsabile della sicurezza iraniana. Larijani ha precisato: “A mio avviso, la questione è risolvibile. Se la preoccupazione degli americani è che l'Iran non si muova verso l'acquisizione di un'arma nucleare, la questione può essere affrontata. Ma se nei negoziati vengono introdotte questioni che vanno oltre questa, il processo potrebbe incontrare difficoltà.” E ancora: “Le questioni militari non hanno nulla a che fare con il dossier nucleare”.

Colloqui in Oman -

 Il 6 febbraio, a Mascate, si è tenuto il primo incontro diretto tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran dopo mesi di tensioni. Trump ha definito i colloqui “andati bene” e ha confermato che proseguiranno nei prossimi giorni. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ribadito che Teheran non rinuncerà al diritto di arricchire l’uranio, “anche se questo dovesse portare a una guerra”. Parallelamente, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha discusso della situazione con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, toccando anche Gaza, la Cisgiordania e la questione cipriota. Ankara segue con attenzione l’evolversi dei negoziati.

Pressione israeliana -

 Mercoledì 11 febbraio Trump incontrerà il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo fonti israeliane, Netanyahu presenterà nuove informazioni di intelligence sulle capacità militari iraniane. Israele teme che un eventuale accordo con Teheran possa risultare troppo morbido.

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