Basilica di Sant'Ambrogio gremita a Milano per l'ultimo saluto a Enzo Jannacci. Un lungo applauso si è levato all'arrivo della bara del cantautore. Ad accompagnare il feretro la moglie Giuliana Orefice e il figlio Paolo. Tanta gente comune e tanti volti celebri, dagli amici e colleghi di sempre a membri delle autorità politiche.
Tra i primi ad arrivare anche l'amico Roberto Vecchioni: "Nessuno è mai riuscito a dare la dimensione di Milano come ha fatto lui". Commosso Teo Teocoli, arrivato insieme a Massimo Boldi. "E' lui che ha cambiato la mia carriera e mi ha fatto diventare un artista - ha detto -. Era il vero collante tra di noi, tant'è vero che i suoi primi pazienti siamo stati io, Massimo Boldi, Cochi e Renato".
Tra i presenti anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Maroni, che all'entrata della basilica di Sant'Ambrogio si è limitato a dire per "la sua musica", e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia con fascia tricolore.
L'omelia di Don Roberto Davanzo ha preso le mosse da una una delle più famose canzoni di Jannacci, "Vengo anch'io, non tu no". Il direttore della Caritas ambrosiana, che ha celebrato i funerali del cantautore, ha infatti iniziato dicendo "Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale... cantavi anni fa caro Enzo, - ebbene ora ci siamo al tuo funerale e siamo in tanti e siamo tutti''.
La banda saluta la salma diretta al Famedio - La salma di Enzo Jannacci ha lasciato la Basilica di Sant'Ambrogio - accompagnata dalla musica di una banda - per essere portata al Famedio, al cimitero monumentale di Milano. Il corteo funebre è stato salutato con un applauso commosso da due ali di folla che si era dispiegata in via San Vittore.
Massimo Boldi: "Se non ci fosse stato lui credo che non sarei mai salito sul un palcoscenico" - "E’ una giornata triste ma, conoscendolo, starà scrivendo un’altra canzone. Questa tristezza non l’aveva, quindi dall’alto sorriderà". Queste le parole di Massimo a Tgcom24, in diretta dai funerali di Enzo Jannacci. "Era un grande genio, una persona straordinaria e un mio amico. Quando ti guardi in giro e vedi che siamo tutti invecchiati, quella è la tristezza più del funerale. Ma se non ci fosse stato Jannacci credo che io non sarei mai salito sul un palcoscenico".
Il sindaco di Milano Pisapia: "Ci sprona per i deboli" - "E' un dolore che ci spinge a fare di più, soprattutto per i più deboli - così Giuliano Pisapia, il sindaco di Milano-. La Milano di oggi non è diversa da quella che cantava Jannacci, è solo una Milano che resiste in un momento difficile".
Morgan: "Lui sapeva fare, gli altri sanno solo apparire" - Enzo Jannacci è stato un "modello" per Morgan, che ha partecipato ai funerali: "E' stato un insegnamento che oggi, nel mondo dei talent, dovrebbe essere un modello: si fa sempre più la gara ad apparire senza saper fare. Enzo Jannacci è l'esempio di chi non aveva bisogno di apparire, ma sapeva fare e non solo dal punto di vista artistico".
Troppa gente, Celentano se ne va... - Adriano Celentano e la moglie Claudia Mori non sono riusciti ad entrare nella basilica di Sant'Ambrogio, troppo piena, per partecipare ai funerali. La coppia si è quindi soffermata fuori dalla basilica per alcuni minuti e poi si è allontanata: "Avrei preferito poter assistere alla cerimonia - ha spiegato il Molleggiato - ma c'era troppa gente ed è giusto così".