Consiglio non richiesto

Margot Robbie e il “regalo” sgradito: “Un collega mi diede un libro per dirmi di mangiare meno”

L’attrice racconta a Complex l’episodio: "Mi regalarono 'French Women Don’t Get Fat'. Era un modo per farmi capire che dovevo dimagrire”

© IPA| LOOK 3, "HALF UP, HALF DOWN" - La "pony tail", la coda alta: Margot Robbie

Un libro come “regalo” e un messaggio nemmeno troppo velato: mangia meno, devi dimagrire. Margot Robbie ha raccontato uno degli episodi più spiacevoli vissuti all’inizio della propria carriera, quando – ancora lontana dallo status di star globale – si trovò davanti a un “consiglio” non richiesto arrivato direttamente da un collega sul set.

In un’intervista a Complex - in una conversazione con Charli XCX, legata alla promozione del film Wuthering Heights -, Robbie ha ricordato quello che definisce il peggior regalo mai ricevuto: “Agli albori della mia carriera, un attore con cui ho lavorato – un attore uomo – mi regalò un libro che si intitolava 'French Women Don’t Get Fat' e, in sostanza, era un libro che ti diceva di mangiare meno”.

La reazione, fu immediata e furiosa: “Ho pensato: ‘Ma… ma come ti permetti?’”. Nel racconto, l’attrice spiega che quel gesto, di fatto, era un modo per farle capire come - secondo il collega - dovesse perdere peso.

“Non so nemmeno dove sia finito oggi” -

 Robbie non ha fatto nomi e, anzi, ha tagliato corto su qualsiasi curiosità: “Non ho idea nemmeno di dove sia oggi”. Un dettaglio che sposta l’attenzione dal “chi” al “cosa”: non il gossip sul collega misterioso, ma il meccanismo – ancora diffusissimo – del giudizio sul corpo, soprattutto quando si è giovani e si muovono i primi passi nell’industria.

L’attrice, oggi 35enne, ha iniziato a lavorare prestissimo (in Australia, con Neighbours) e nel tempo si è ritrovata più volte a fare i conti con un aspetto che nel cinema spesso diventa centrale anche quando non dovrebbe: l’estetica. Già anni fa, in un’intervista a Wonderland, aveva detto di provare frustrazione quando tutto il lavoro di costruzione di un personaggio finisce “schiacciato” da commenti sull’aspetto fisico: studi, coaching, preparazione, e poi a dominare sono solo vestiti, corpo, immagine.

Il tema del body shaming (e il parallelo con Kate Winslet) -

 La storia di Robbie si inserisce in un racconto più ampio che, periodicamente, torna a galla a Hollywood: le pressioni sul fisico, i “consigli” non richiesti, i giudizi travestiti da premura. Non è un caso che nelle stesse ore molti media abbiano ricordato anche un episodio raccontato da Kate Winslet: l’attrice ha spiegato di essersi sentita dire da una docente di recitazione che avrebbe avuto una carriera “solo se fosse stata disposta ad accontentarsi delle parti da ‘ragazza cicciotta’”. Un commento che Winslet ha definito, col senno di poi, semplicemente “terribile”, soprattutto perché rivolto a una ragazzina.

Sono storie diverse, ma con un denominatore comune: il corpo femminile trattato come un parametro di valutazione professionale. Per Margot Robbie, l’episodio del libro non è solo un aneddoto “assurdo” da talk: è la fotografia di un clima che, a fasi alterne, riemerge. E che lei ha imparato a respingere senza mezzi termini.