A "QUARTA REPUBBLICA"

Delitto di Garlasco, la verità del perito di Stasi sull'impronta 33

A "Quarta Repubblica" il chimico forense Oscar Ghizzoni: "Presenta materiale biologico che non è solo sudore o componente sebacea"

© Da video

Il chimico forense Oscar Ghizzoni, su incarico della difesa di Alberto Stasi, ha firmato una consulenza sull’impronta 33 e l’ha depositata alla procura di Pavia, nell’ambito della nuova indagine sul delitto di Garlasco.
Ghizzoni ai microfoni di "Quarta Repubblica" ha spiegato come è stato effettuato lo studio di questa impronta. “Era molto importante per noi capire quale fosse la matrice - ha spiegato Ghizzoni - la composizione dell’impronta stessa”.

L’impronta è riferita alla traccia sul muro delle scale che portano in cantina, dove il 13 agosto 2007 venne ritrovato il corpo senza vita di Chiara Poggi, riconducibile per i PM al palmo della mano destra del nuovo indagato.
Questa impronta nel 2007 non era stata ritenuta utile dai RIS ai fini delle indagini ed era stata trattata con ninidrina. Oggi il campione con l’impronta non esiste più e quindi la difesa di Stasi l'ha analizzata sulle foto. “Stiamo parlando di impronte - ha detto Ghizzoni - che possono essere costituite da solo materiale sebaceo, sebaceo e sudore, oppure sebaceo, sudore e sangue. È chiaro che sono state valutate tutte le combinazioni possibili, dagli studi fatti sono emerse informazioni molti interessanti che noi abbiamo messo all’attenzione della procura e sono attualmente sotto indagine”.
“Non posso scendere nel dettaglio di questi risultati - ha spiegato Ghizzoni - di sicuro vi posso dire che è un’impronta con materiale biologico che certamente non è solo sudore o componente sebacea”.

“La ninidrina - ha aggiunto il chimico forense - in genere produce una colorazione violacea che ha dei livelli di intensità molti variabili a seconda della quantità e della tipologia di materiale organico presente, più materiale organico è presente, più intensa sarà la colorazione. Rispetto alle altre impronte che sono state trovate lì intorno ha delle caratteristiche certamente differenti”.

“Il materiale di studio è presente in quelle foto e può essere approfondito tramite tecniche particolari, abbiamo valutato anche la questione della pressione, un contatto fugace, piuttosto che prolungato nel tempo, un contatto da appoggio piuttosto che una strusciata sfuggevole, ecco questi sono tutti elementi interessati” ha concluso il chimico forense.