
Caso Epstein, Re Carlo collaborerà con la polizia sul ruolo di Andrea | Verso dimissioni il segretario del gabinetto britannico
Dopo la Francia continuano a cadere teste importanti. Intanto deputati Usa accusano il dipartimento di giustizia di aver violato la legge oscurando il nome di almeno sei uomini presenti nei file del finanziere

Re Carlo III e Buckingham Palace hanno annunciato che sono pronti a collaborare con la polizia per quanto riguarda il caso dell'ex finanziere Jeffrey Epstein. Nello specifico, gli inquirenti stanno indagando su alcune segnalazioni che vedrebbero l'ex principe Andrea aver condiviso con il magnate alcune informazioni riservate. Nel frattempo, il caso Epstein continua a far cadere teste e in Gran Bretagna il segretario di gabinetto starebbe per annunciare le sue dimissioni.
Re Carlo pronto a collaborare -
Re Carlo III e Buckingham Palace sono pronti a "sostenere" la polizia nell'ambito delle indagini sulle accuse contro l'ex principe Andrea in relazione alle rivelazioni nel quadro del caso Epstein. È quanto ha affermato in una dichiarazione Buckingham Palace, dopo che la polizia ha fatto sapere che sta valutando segnalazioni secondo cui l'ex principe Andrea, ora noto come Andrew Mountbatten-Windsor, avrebbe condiviso con Epstein informazioni riservate. "Sebbene spetti al signor Mountbatten-Windsor rispondere alle accuse specifiche in questione, se la Thames Valley Police ci contatterà, saremo pronti a sostenerla come ci si aspetterebbe", recita la dichiarazione del palazzo.
I nomi oscurati nei file del finanziere -
Il dipartimento di giustizia avrebbe violato la legge oscurando il nome di almeno sei uomini che, probabilmente, sono implicati nel caso di Jeffrey Epstein. Il fatto è stato reso noto dopo che i deputati americani, Ro Khanna e Thomas Massie, hanno avuto accesso ai documenti non censurati del finanziere pedofilo e, accortisi delle differenze, hanno denunciato l'accaduto. Il democratico e il repubblicano intendono concedere al ministero guidato da Pam Bondi il tempo necessario per rimuovere gli omissis dalle carte, ma non escludono la possibilità di rendere pubblici i sei nomi durante una seduta della Camera, così da poter godere dell'immunità. Uno dei suoi uomini, ha dichiarato Massie, ricoprirebbe una posizione di alto livello in un governo straniero mentre un altro è una personalità di spicco.
Verso le dimissioni del segretario di gabinetto del Regno Unito -
Il segretario del gabinetto britannico e capo della funzione pubblica Chris Wormald potrebbe dimettersi nei prossimi giorni a causa dello scandalo legato ai rapporti tra l'ex ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti, Peter Mandelson, e il finanziere. Secondo alcune indiscrezioni l'ex ambasciatore, quando nel 2009 ricopriva l'incarico di ministro per le imprese nel governo guidato da Gordon Brown, avrebbe inoltrato a Epstein un documento interno del governo. A darne notizia è il quotidiano Guardian. Secondo il giornale, Wormald starebbe negoziando le condizioni della sua uscita da Downing Street e l'annuncio potrebbe arrivare a breve. Il primo ministro Starmer, alla luce delle polemiche, sta tentando di rafforzare il controllo sul partito laburista e sull'esecutivo.
Le teste già cadute -
ll caso Epstein continua a far cadere teste importanti. Dopo la Francia, dove si è dimesso l'ex ministro della Cultura, Jack Lang, la tempesta sta toccando la Gran Bretagna, già colpita più volte dalle foto scandalose del principe Andrea e dalle recenti indiscrezioni secondo cui avrebbe inviato al finanziere, tra il 2010 e il 2011, alcuni documenti riservati. A Downing Street si sono dimessi due uomini del governo Starmer: Il capo del gabinetto, Morgan McSweeney, e Tim Allan, il direttore delle comunicazioni.