"Ogni volta che mi sono battuto, ho vinto": il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha fatto sapere così che non ha intenzione di rassegnare le dimissioni. Nel corso di una riunione di emergenza tenuta dopo le polemiche di questi giorni relative alla questione Mandelson - e alla posizione del premier, che lo aveva nominato a fine 2024 come ambasciatore negli Usa -, ai deputati laburisti a Westminster Starmer ha detto di non voler cedere alle pressioni montate già a partire dalla scorsa settimana per lasciare l'incarico di primo ministro. Lunedì il leader dei laburisti scozzesi, Anas Sarwar, si è unito al fronte di chi chiede al premier di lasciare il numero 10 di Downing Street. "Ho combattuto per cambiare il Partito laburista, per permetterci di vincere nuovamente le elezioni. Mi dicevano che non ci sarei riuscito", ha ricordato il premier ai parlamentari, aggiungendo di non avere intenzione di dimettersi "perché non sono pronto a sfuggire al mio mandato e alla mia responsabilità verso il mio Paese", o di "innescare il caos, come altri hanno fatto".
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