La vincitrice del premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi è stata condannata ad altri sei anni di carcere in Iran per associazione a delinquere e collusione, e a un altro anno e mezzo per propaganda contro il sistema. Lo ha reso noto il suo avvocato Mostafa Nili su X. Per lei anche due anni di esilio nella città di Khosf, nella provincia del Khorasan meridionale, e divieto di espatrio, valido sempre per due anni.
I reati contestati -
La condanna a Mohammadi è stata decretata da un tribunale iraniano, ha riferito il legale della premio Nobel all'Afp. Il reato contestatole, ha aggiunto, è di "associazione e collusione per commettere e reati", una sorta di accusa di cospirazione. L'avvocato ha poi precisato che la 53enne - oltre ad aver ricevuto una condanna aggiuntiva a un anno e mezzo di prigione per attività di propaganda - ha l'obbligo di dimora per due anni nella città di Khosf
L'arresto a dicembre 2025 -
La 53enne era stata arrestata a dicembre 2025 insieme ad altri attivisti a Mashhad, nel Nord-est dell'Iran, durante la cerimonia funebre di Khosrow Alikordi, un avvocato impegnato in favore dei diritti umani trovato morto in circostanze sospette. La Nobel per la Pace, che già sta scontando una pena detentiva complessiva di 13 anni e nove mesi per accuse di sicurezza nazionale, era in congedo per motivi di salute dal carcere di Evin a Teheran.
Mohammadi, dopo l'arresto, è stata posta in isolamento nel carcere di Mashhad. In prigione, alcuni giorni fa, la donna aveva intrapreso uno sciopero della fame. Anche in passato, Mohammadi, che ha vinto il Nobel nel 2023 per la sua ventennale lotta per i diritti umani, in particolare quelli delle donne, ha trascorso lunghi periodi di detenzione. Non vede i suoi due figli gemelli, che vivono a Parigi, dal 2015.