In una giornata partita nel segno della debolezza, la Bce non ha fornito scossoni sui mercati. Come ampiamente previsto dagli analisti, Francoforte non ha apportato modifiche ai tassi di interesse. Per la quinta volta consecutiva il costo del denaro è stato lasciato al 2%. Al momento Lagarde ha dichiarato che la Bce è “ben posizionata” e che l’inflazione è sotto controllo. Inoltre, il consiglio direttivo è fiducioso sulla tenuta dell’economia europea, pur essendo consapevole dei rischi geopolitici in corso. Vediamo quali sono le analisi degli esperti delle case di investimento sulle prospettive in vista dei prossimi meeting.
ABERDEEN INVESTMENTS
Secondo Felix Feather, economista di Aberdeen Investments, nel 2026 non ci saranno tagli dei tassi di interesse da parte della Bce. “Riteniamo che l'impulso disinflazionistico derivante da un euro più forte rispetto alle precedenti aspettative della Bce sarà relativamente modesto. Il recente movimento dell'euro rispetto a un ampio paniere ponderato di beni non è stato particolarmente marcato e il suo effetto sui prezzi al consumo tende ad essere piuttosto lieve”, ha commentato l’esperto.
SWISSCANTO
Vincent Lagger, Senior Portfolio Manager Multi-Asset di ZKB-Swisscanto, evidenzia che la decisione odierna della Bce riflette un approccio prudente di tipo “higher for longer”, mentre il Consiglio direttivo continua a vigilare sui persistenti rischi inflazionistici. “A sostenere una prospettiva di stabilità dei tassi contribuisce la tenuta dell’inflazione core, in particolare nel settore dei servizi, mentre l’inflazione headline ha mostrato un rientro. I responsabili di politica monetaria temono che un allentamento prematuro possa vanificare i progressi compiuti nell’ultimo anno e ritengono che l’attuale orientamento di politica monetaria sia complessivamente adeguato. Il messaggio è chiaro”, commenta Lagger
GOLDMAN SACHS ASSET MANAGEMENT
“Le modifiche sia alle previsioni sia al tono dei verbali suggeriscono che un taglio a marzo rappresenti lo scenario di base – commenta Simon Dangoor, deputy chief investment officer of Fixed Income and head of Fixed Income Macro strategies di Goldman Sachs Asset Management - Con l’inflazione in calo, la persistente debolezza del mercato del lavoro e gli accordi salariali che continuano ad attenuarsi, il bilancio dei rischi si sposta in una direzione più accomodante. L’MPC attende ulteriori segnali del processo disinflazionistico; qualora i prossimi dati dovessero evolvere sostanzialmente in linea con le nuove proiezioni, un allentamento della politica monetaria potrebbe materializzarsi in tempi relativamente rapidi”.
GENERALI ASSET MANAGEMENT
“Il messaggio è chiaro, approccio fortemente data-dependent orientato a valutare con attenzione l’evoluzione di inflazione, salari e crescita economica. Allo stesso tempo è un chiaro segnale di attesa e stabilità nel breve periodo. Il mercato attualmente non prezza nessun cambio di politica monetaria per tutto il 2026 in linea con le proiezioni dei dati sull’inflazione”, commenta Massimo Spagnol, Fixed Income Portfolio Manager presso Generali Asset Management. “Siamo cauti sulle scadenze superiori ai 15 anni. Rimaniamo costruttivi sugli spread in eurozona in particolare Italia e Spagna. La reazione del mercato post meeting è abbastanza piatta”, commenta l’esperto.
RBC BLUEBAY
Neil Mehta, Portfolio Manager, RBC BlueBay, vede la Bce in fase di stallo, anche se la prossima mossa sarà probabilmente un taglio. “È comprensibile che, dopo l'impennata dell'inflazione indotta dallo shock dell'offerta nel 2022, molti policymaker siano ossessionati riguardo a un possibile ripetersi dello scenario – spiega l’esperto - Tuttavia, la crescita è poco incoraggiante (ad esempio, l'ultimo PMI è appena sopra 50), la domanda di credito è modesta e l'Europa si trova in un momento geopolitico critico. Riteniamo che l'inflazione complessiva sarà inferiore al 2% nel primo semestre del 2026, consentendo ai membri più accomodanti della Bce di farsi sentire maggiormente nei prossimi mesi”.
SCHRODERS
Di parere diverso Irene Lauro, Senior Economist – Europe and Climate, Schroders, secondo la quale la prossima mossa della Bce sarà al rialzo, visto che la crescita dell’Eurozona continua a superare le attese. “È vero che l’inflazione headline è scesa al di sotto del target, ma la Bce tenderà in larga misura a guardare oltre questo dato, data la volatilità dei prezzi dell’energia. I policymaker continueranno invece a concentrarsi sull’inflazione dei servizi, che rimane su livelli scomodamente elevati ed è destinata ad accentuarsi con la prevista fine del rallentamento della crescita salariale nel corso dell’anno. La decisione odierna conferma la nostra convinzione che la prossima mossa della Bce sarà un rialzo, piuttosto che un taglio”, spiega Lauro.