Le piantagioni di palma da dattero un tempo rappresentavano un motore dell’economia agricola irachena. Il cambiamento climatico ha però dato un duro colpo al settore. La siccità ha infatti prosciugato i celebri fiumi Tigri e Eufrate, in alcuni casi anche le dighe a monte. Questo ha aperto la strada al mare, che si è spinto nell’entroterra portando la salinità a livelli senza precedenti.
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Perciò, per proteggere le nuove palme, i germogli ora nascono grazie alla coltura artificiale, lontano da contaminazioni. Accade nei laboratori a ovest di Basra, dove gli scienziati vogliono coltivare palme in salute e preservare anche le rare varietà irachene.
Le giovani piante vengono “allenate” a sopportare temperature superiori ai 50 gradi e l’aumento del tasso salino delle acque. Dopo le sei mesi, infine, le piantine vengono spostate nel terreno, con la garanzia di una futura produzione di datteri.
Il laboratorio di Nakheel Al Basra ha iniziato le operazioni nel 2023 e può produrre fino a 250.000 piantine di palma all'anno.