Roberto Vannacci non potrà utilizzare liberamente la denominazione del suo nuovo partito politico, “Futuro Nazionale”. Il nome, infatti, risulta già registrato e appartiene a Riccardo Mercante, ex consigliere regionale dell’Abruzzo, scomparso nel settembre 2020 in un incidente stradale.
La registrazione -
Il marchio “Futuro Nazionale” è stato depositato a settembre 2010, quando Mercante svolgeva l’attività di promotore finanziario a Giulianova (in provincia di Teramo). Negli anni successivi, Mercante era entrato in politica, venendo eletto nel Consiglio regionale d’Abruzzo tra le fila del Movimento 5 Stelle, di cui ha ricoperto anche il ruolo di capogruppo. Dopo la sua morte, avvenuta a seguito di uno scontro tra la motocicletta che guidava e un’automobile, i diritti sul marchio sono passati alla compagna e ai due figli. Saranno dunque gli eredi a detenere la titolarità del nome, ai quali Vannacci dovrà obbligatoriamente chiedere il via libera per qualsiasi eventuale utilizzo.
La somiglianza -
La questione del marchio non rappresenta l’unico fronte problematico. Anche il logo associato a “Futuro Nazionale” è oggetto di contestazione: Francesco Giubilei, direttore di Historica edizioni e Giubilei Regnani editore, ha infatti presentato una diffida, sostenendo che la grafica adottata richiamerebbe in modo indebito quella del suo progetto politico "Nazione Futura".