Fari puntati su un gruppo di amici

Cacciatori crivellati di colpi a Messina, indagato l'uomo che era con loro nei boschi

Per gli inquirenti, l'uomo avrebbe aperto il fuoco a bruciapelo sulla vittima più giovane al termine di una lite. Indagati anche altri cacciatori

© IPA

È stato iscritto nel registro degli indagati l'uomo che, nel pomeriggio del 28 gennaio, era uscito per una battuta di caccia a Montagnareale (Messina) con i fratelli Davis e Giuseppe Pino e con l'anziano Antonio Gatani, trovati tutti e tre morti crivellati da colpi di fucile. E secondo le prime informazioni che filtrano il "quarto uomo" - così è stato definito - potrebbe non essere l'unico. 

Il gruppo di amici indagati -

 Al momento non è ancora noto il reato contestato all'uomo nell'ambito delle indagini per il triplice omicidio. Al sospettato sono state sequestrate tutte le armi in suo possesso, che saranno affidate al Ris di Messina perché le analizzino e confrontino i proiettili con quelli trovati nei cadaveri delle vittime. Fucili sequestrati anche a una serie di amici e compagni di caccia dell'anziano Gatani. Anche loro sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati, ma sarebbe un atto dovuto per permettere loro di nominare i propri consulenti durante le perizie balistiche. 

I dubbi sulla posizione dell'indagato -

 La luce degli inquirenti è intanto puntata fissa sul quarto uomo, amico di Gatani che in fase di interrogatorio si sarebbe più volte contraddetto senza riuscire a fornire una versione convincente dei fatti. Per gli investigatori è sicuro che lui fosse con le tre vittime la mattina del 28 gennaio, ma non è chiaro se fosse presente quando l'anziano ha incontrato i fratelli. Per ora la strada più probabile per gli inquirenti è che il quarto uomo fosse presente durante l'incontro e che abbia aperto il fuoco contro uno dei due fratelli, quando quest'ultimo era già ferito a terra. Saranno le perizie balistiche a chiarire da quale arma siano partiti i proiettili e l'esatta sequenza degli spari.

I dubbi sul movente -

 Non c'è chiarezza nemmeno sul motivo del triplice omicidio. Probabilmente Giuseppe e Davis Pino stavano cacciando in un territorio in cui non avrebbero dovuto trovarsi. Da un confronto a parole, sicuramente veemente, si sarebbe passati alle armi. Una sparatoria a cui avrebbe partecipato - e questo è accertato - almeno un'altra persona oltre alle tre vittime. Quella che ha sparato l'ultimo colpo a bruciapelo contro il più giovane dei fratelli, prima di dileguarsi nel bosco. 

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