Maison Boucheron.

Jo Squillo: Maison Boucheron svela la nuova High Jewelry Collection: Histoire de Style, Nom: Boucheron Prénom: Frédéric

È lo sguardo che posiamo sulle cose a renderle capaci di trasformarsi.

© Ufficio stampa

Nel 1858, aprendo la sua prima boutique a Parigi, Frédéric Boucheron era destinato a rivoluzionare la Haute Joaillerie. Là, dove i suoi contemporanei percorrono lo stesso cammino, lui s’interroga. Là dove si seguono i codici prestabiliti, lui li reinventa. 

Questo sguardo singolare, questo costante pas de côté, si ritrova in ognuna delle sue creazioni. Centosessantotto anni dopo, il suo nome continua a vivere in Place Vendôme.

Quest’anno, Claire Choisne ha voluto delineare il ritratto di questo pioniere, uomo schivo, che si è poco esposto, ma le cui creazioni restano le più eloquenti testimonianze del suo genio. Ha immaginato quattro capolavori di Haute Joaillerie che raccontano Frédéric Boucheron. Primo gioielliere ad aprire una boutique in Place Vendôme, rompe i codici e scrive una nuova pagina della gioielleria parigina. La natura che tanto ama, realistica e imperfetta, diventa il suo terreno di espressione. Figlio di un mercante di tessuti, sviluppa una visione singolare di come deve “cadere” ciò che s’indossa. Pone l’individuo al centro e immagina creazioni capaci di rispondere alle aspirazioni di un’epoca.

La Maison è lieta di presentare la nuova collezione Histoire de Style: «Nom: Boucheron Prénom: Frédéric». Un omaggio di Claire Choisne e del suo studio allo spirito pionieristico di Frédéric Boucheron.

“Con questa nuova collezione di Haute Joaillerie, ho voluto rendere omaggio a Frédéric Boucheron, tracciandone il ritratto attraverso quattro creazioni iconiche. ” Claire Choisne, Direttrice delle Creazioni

La collezione
Histoire de Style di Boucheron si suddivide in quattro ritratti, uno per ogni gioiello. La scelta del bianco e nero è un riferimento alla grammatica visiva degli archivi della Maison e concentra lo sguardo sull’essenziale. L’approccio creativo dello studio si ispira al mondo della moda: il design è un delicato riferimento agli abiti dell’epoca di Frédéric Boucheron, reinterpretati in chiave decisamente contemporanea. In questo processo, il riferimento alle creazioni di Charles Frederick Worth è apparso come un’evidenza. Contemporaneo di Frédéric Boucheron e considerato il “padre della haute couture”, Worth fonda la propria Maison nello stesso anno di Boucheron, il 1858, e si stabilisce in rue de la Paix. Ogni capitolo è accompagnato da un abito realizzato su misura, ispirato a modelli d’epoca e pensato per valorizzare il gioiello.

Il collier “The Address” è associato a un abito con maniche “a gigot”, che concentra il volume sulla parte superiore del corpo. Le maniche, pensate per ampliare la struttura delle spalle, amplificano la presenza del busto e accompagnano i gesti con una dimensione quasi architettonica. Le linee strutturate del gioiello dialogano naturalmente con la geometria dell’abito.

Per il Point d’Interrogation “The Spark”, il riferimento sono le cosiddette “robes à transformation”, ossia gli abiti con due corsetti, il primo che copre le spalle per il giorno, e il secondo che le lascia scoperte per la sera, dando risalto al décolleté. Una silhouette che offre il contesto ideale alla curva singolare del gioiello.

“The Silhouette” è legato a un abito con crinolina, l’indumento femminile apparso negli anni 1830, inizialmente sotto forma di sottogonne utilizzate per dare volume agli abiti. Nel 1856 fu inventata la crinolina “a gabbia”, composta da cerchi in balena o lame d’acciaio, molto più leggera. Questo gioco di volumi dialoga con il gioiello, che si estende su entrambe le spalle.

Infine, il lungo collier “The Untamed” è abbinato all’abito “a tournure”, un modello inventato da Charles Frederick Worth nel 1867. La “tournure”, detta anche “faux-cul”, è una struttura metallica da inserire sotto la gonna, che proietta il volume sul dietro: un’architettura che conferisce alla silhouette il dinamismo ideale per sottolineare un collier lungo.

“the address”
Fine XIX secolo. Le più prestigiose Maison di gioielleria e di couture sono tutte concentrate in rue de la Paix, a Parigi. Place Vendôme, suo naturale prolungamento, è a quei tempi una piazza residenziale: maestosa, ma silenziosa. Nessuno ne intuisce il potenziale. Nessuno, tranne Frédéric Boucheron, che vi scorge un passaggio strategico: quello delle signore eleganti che tutti i giorni si recano al giardino delle Tuileries. Là, dove altri passano senza fermarsi, lui osserva l’architettura monumentale, vedendola come la cornice perfetta per le sue creazioni. E, soprattutto, nota la luce. Al numero 26, l’angolo della piazza è esposto al sole per tutta la giornata e moltiplica lo splendore delle pietre preziose. Nel 1893, Frédéric Boucheron compie il passo decisivo, diventando il primo tra i grandi gioiellieri contemporanei ad aprire una boutique in Place Vendôme, all’interno dell’Hôtel de Nocé. Il suo intuito trova conferma alcuni anni dopo, quando tutti gli altri grandi gioiellieri operano la stessa sua scelta. Cosı̀, Place Vendôme diventa sinonimo di Haute Joaillerie nel mondo intero.
Per rendere omaggio al suo percorso, Claire Choisne ha scelto di reinterpretare un collier presente negli archivi, con pendente a forma di ottagono. Il suo tratto è più radicale, le linee del disegno sono tese, mentre il contrasto prende forma tra, da un lato, l’effetto monocromatico dell’oro bianco e dei diamanti e, dall’altro, la profondità della lacca nera.
Al centro della creazione risalta, come una mise en abyme, una composizione di motivi taglio smeraldo, coronata da un diamante di 10,01 carati. I volumi si strutturano su più livelli, affinché ogni diamante taglio baguette, tondo o smeraldo trovi la propria collocazione e la propria luce. La sfida tecnica raccolta dagli artigiani è stata quella di rivelare la flessibilità all’interno della geometria: il girocollo, bordato di lacca nera, è reso morbido grazie alle molteplici articolazioni, senza alcuna rottura visibile. I diamanti taglio baguette sono stati nuovamente tagliati e orientati per accompagnare naturalmente la curva del collo. Il cuore della creazione custodisce un ultimo segreto: il motivo si stacca e si trasforma in anello.

“the spark”
Frédéric Boucheron osserva le donne del suo tempo. Corsetti, abiti strutturati, gioielli tanto pesanti quanto rigidi, che costringono il corpo e limitano la libertà di chi li indossa.
Là, dove i suoi contemporanei si conformano a queste consuetudini, Frédéric Boucheron le mette in discussione. È convinto che il gioiello debba accompagnare il corpo, adattarvisi, e non il contrario. Da questa osservazione nasce un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria. Nel 1879 dà vita a un collier rivoluzionario sotto molteplici aspetti, tanto per la tecnica quanto per la forma. Primo collier privo di chiusura, si indossa con un semplice gesto attorno al collo, offrendo alle donne la libertà di farlo da sole. È il suo sistema di lama a molla, composto da una moltitudine di piccoli elementi assemblati tra loro, a conferirgli flessibilità e morbidezza. Questo meccanismo complesso, sviluppato esclusivamente negli atelier Boucheron, resta tuttavia quasi invisibile: firma di un savoirfaire d’eccellenza. Per la sua forma asimmetrica, inusuale per l’epoca, viene chiamato “Point d’Interrogation”. Dieci anni dopo, nel 1889, il collier figura tra le creazioni di Boucheron premiate nell’ambito del Grand Prix dell’Esposizione Universale di Parigi.

Ispirandosi a una fotografia d’archivio di un collier Point d’Interrogation del 1884, Claire Choisne ha scelto di rendere omaggio a questa icona di Boucheron, rivisitandone la creazione e infondendole modernità attraverso l’accostamento di diamanti dai tagli grafici.

Il gioiello si compone di otto diamanti che scandiscono la “caduta” del Point d’Interrogation. La sequenza si apre con un taglio marquise di 0,81 carati, seguito da un taglio Asscher di 1,71 carati, da un taglio ovale di 1,76 carati, da un taglio esagonale di 2,09 carati, da un taglio a goccia di 2,02 carati, da un taglio smeraldo di 3,07 carati e da un diamante taglio tondo di 2,96 carati. Il collier culmina in un diamante kite di 5,01 carati, circondato da un’aura di diamanti taglio baguette. Ogni pietra dialoga con la successiva attraverso un diamante taglio princess, ritmando questa creazione monocromatica, dove anche il girocollo è interamente ricoperto da un pavé di pietre. Questo Point d’Interrogation rappresenta un’autentica sfida in termini di peso ed equilibrio, e ha richiesto la realizzazione di numerosi snodi delicati e impercettibili, per garantire il comfort quando lo si indossa.

“the silhouette”
Frédéric Boucheron non guardava alla gioielleria con lo stesso sguardo degli altri gioiellieri; per lui era un’estensione dell’abbigliamento, un ulteriore elemento che contribuiva a definire lo stile di una persona. Figlio di un mercante di tessuti, è cresciuto tra le stoffe preziose come la seta e il pizzo, assimilando il senso del drappeggio, della morbidezza e delle texture. Quando diventa gioielliere, Frédéric Boucheron mantiene questo prezioso retaggio e lo trasferisce alla parure, applicando alla gioielleria le sue conoscenze nell’ambito della couture. Le sue creazioni sono caratterizzate da linee fluide, all’apparenza semplici e si prestano a molteplici modi di essere indossate. I suoi gioielli cambiano funzione a piacere, adattandosi a tutte le occasioni della vita di una donna dei suoi tempi. Ma soprattutto, vede oltre la semplice parure e immagina nuove soluzioni, a metà strada tra l’abbigliamento e la gioielleria.

Per rendere omaggio a questa eredità, Claire Choisne si è ispirata al vocabolario stilistico inventato da Frédéric Boucheron: flessibilità, trasformabilità e un nuovo modo di indossare i gioielli. Ha immaginato una creazione scultorea, in cui l’oro bianco e i diamanti seguono la silhouette e accompagnano i movimenti. Vera prodezza tecnica, questo gioiello si trasforma secondo i desideri, offrendo sei modi diversi di indossarlo: una parure che è al tempo stesso un gioiello da spalla e un girocollo; due spille da spalla dalle linee simmetriche del serti clos; un sautoir a doppia “caduta”, che impreziosisce sia la schiena sia il décolleté; due collier; un choker grafico; e una coppia di bracciali, uno per ogni polso.

Gli artigiani di Boucheron hanno reso possibile la tradizione del multiwear realizzando un girocollo che racchiude al suo interno un sistema di chiusure completamente invisibili. I numerosi snodi, studiati con estrema precisione, consentono alla parure di scomporsi e rinascere sotto nuove forme, incarnando tutta la virtuosità tecnica di Boucheron al servizio della libertà. Le Zile di diamanti, integrate nel cuore stesso del choker, conferiscono quella morbidezza ereditata dalla couture. In totale, più di sette metri di diamanti, incastonati secondo la tecnica del “serti clos”, compongono le catene, tra cui più di duemilacinquecento diamanti tondi. Il choker è interamente ricoperto da un pavé di oltre cento diamanti taglio baguette, tagliati su misura. Le pietre sono state incastonate su più livelli, creando un gioco di rilievi che dona profondità e movimento alla creazione.

Frédéric Boucheron ama la natura. Ma, soprattutto, ama osservarla. In un’epoca in cui la natura viene stilizzata, addomesticata, idealizzata, lui osserva la realtà. Là dove i suoi contemporanei celebrano solo i vegetali più nobili e le forme perfette, lui coglie la bellezza di una natura umile. Guidato da un senso del dettaglio fuori dal comune, il fondatore della Maison cerca di riprodurre con assoluta fedeltà la fauna e la flora che osserva e studia. In contrasto con i codici del suo tempo, propone la sua visione della natura, cosı ̀ com’è. L’edera, più di ogni altro vegetale, incarna perfettamente la sua visione. A questa pianta rampicante e invasiva, gli altri gioiellieri preferiscono fiori più nobili, ma Frédéric Boucheron, invece, ne apprezza la bellezza indomita. L’edera si arrampica, si avvolge, persiste: è viva, libera, vera.

Claire Choisne ha immaginato di riprodurre il disegno del primissimo collier Point d’Interrogation, che rappresenta un’edera, in tutta la sua lunghezza XXL. Rimanendo fedele allo schizzo originale, ma reinterpretandolo in chiave contemporanea, ha pensato a un ramo di edera ricoperto da un pavé di diamanti tondi, che si avvolge liberamente, prolunga la sua “caduta” e accarezza le curve del corpo. Gli artigiani si sono confrontati con la sfida della lunghezza e dell’equilibrio. La soluzione?
Un’architettura dove lo stelo e le foglie sono montati singolarmente e posizionati al millimetro. A guidare il progetto, la visione di Boucheron secondo cui i gioielli devono poter essere indossati in assoluta libertà. Il sistema multiwear permette di comporre il gioiello secondo il desiderio del momento, grazie alle numerose articolazioni realizzate dagli artigiani. Da questo ramo di edera è possibile staccare diversi elementi, variando il modo di indossarli: come Point d’Interrogation versione lunga o corta, girocollo, spilla o persino gioiello per capelli. Infine, fedele alla visione di Frédéric Boucheron, la Direttrice Creativa ha riprodotto la natura in ogni suo dettaglio. Frutti in cristallo di rocca, foglie lavorate una a una ed elementi vibranti che infondono un movimento realistico: ogni dettaglio è cosı ̀ fedele da creare l’illusione della vita.

Il viaggio della collezione
La collezione sarà svelata il 26 gennaio 2026 all’indirizzo storico della Maison, a Parigi, 26 Place Vendôme Per l’occasione, l'Appartamento privato sarà trasformato per offrire agli ospiti una scenografia immersiva. L’esperienza li condurrà nella Parigi di Frédéric Boucheron, ripercorrendo i quattro capitoli che raccontano la storia del fondatore. Le creazioni proseguiranno poi il loro viaggio in Cina nel mese di marzo e in Giappone nel mese di aprile. In entrambi i Paesi, saranno presentate al pubblico insieme ad archivi straordinari della Maison, che prolungheranno il racconto di ciascuno dei quattro capitoli. Infine, la collezione “Nom: Boucheron Prénom: Frédéric” sarà presentata anche in occasione del Festival di Cannes 2026.