Parte uno studio in Lombardia

Il rebozo dal Messico all'Italia: uno scialle per mamma e bambino in sala parto

Al San Gerardo di Monza uno studio su 578 donne per trovare evidenze scientifiche sulla pratica che unisce quella stola a precise posture materne

di Jessica Anostini

© Tgcom

Un semplice scialle promette di dare un contributo fondamentale nella pratica ostetrica per alleviare il dolore durante il parto e per aiutare il bambino a ruotare nella posizione più favorevole alla nascita.

Dal Messico lo scialle per il parto -

 E' conosciuta con il nome di Rebozo la stola diffusissima nella pratica ostetrica messicana, che si sta facendo spazio anche nelle sale parto italiane. Come per esempio quella del San Gerardo di Monza dove il personale di ostetricia e ginecologia lo sta sperimentando  assieme ad alcune specifiche posture materne. I risultati soddisfacenti hanno spinto i vertici dell'ospedale a dare il via a uno studio randomizzato - chiamato ReMaP-POPP - per dare una chiara prospettiva scientifica, capace di unire il rigore della ricerca alle conoscenze e alle culture tradizionali.

Quando serve -

  Facciamo una premessa: nella maggior parte dei casi il corpo della donna e quello del feto nel grembo materno trovano spontaneamente il modo migliore per lavorare insieme. A volte, però, il bambino assume una posizione che può rendere il parto più lungo e faticoso: è la cosiddetta posizione occipito posteriore persistente. In pratica testa e schiena del feto sono rivolte verso la schiena della madre. Questa posizione è più comune di quanto si pensi: all’inizio del travaglio il bambino è così una volta su tre, mentre solo in un caso su dieci vi rimane fino al parto. Quando ciò accade il percorso verso la nascita può essere più complesso, con più dolore per la mamma e più probabilità di interventi medici come il cesareo, e più difficoltà per il neonato.

Gli obiettivi dello studio -

 È in un contesto simile che nasce lo studio ReMaP-POPP. Oggi, infatti, non ci sono evidenze scientifiche sufficienti per stabilire quale sia la pratica migliore in caso di posizione occipito posteriore durante il travaglio. Questo studio vuole offrire nuove conoscenze utili per un’assistenza alla nascita efficace e sicura. L'indagine durerà 16 mesi e saranno coinvolte 578 donne in travaglio con gravidanza a termine e bambino in posizione occipito posteriore.

"A metà di loro - racconta Sara Ornaghi, responsabile scientifica dello studio e medico ricercatore della struttura complessa di ostetricia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori - sarà proposto il Rebozo insieme a posture materne specifiche come l’inversione in avanti e il rilascio laterale. Per l’altra metà l’approccio sarà quello abitualmente seguito negli ospedali".

© Ufficio stampa

"La novità vera dello studio riguarda l'associazione del Rebozo con le posture materne  - sottolinea la dottoressa - . Lo scialle in se infatti è già stato oggetto di studi a livello internazionale ma nessuno di questi offre una combinazione con le posizioni".

Combinazione percepita positivamente dalle donne ma per la quale è fondamentale produrre evidenze scientifiche solide a supporto dell’utilizzo.

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