Meloni convoca riunione di governo

Sicurezza, si va verso una stretta: rispunta il fermo preventivo

L'attualità sta portando l'esecutivo ad accelerare sul pacchetto che da settimane è allo studio

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Giorgia Meloni ha deciso di aprire la settimana a Palazzo Chigi con un vertice di governo "per parlare delle minacce all'ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza". Dalla riunione dovrebbe uscire il pacchetto di misure destinate a entrare in un decreto legge da portare in Consiglio dei ministri mercoledì pomeriggio. Matteo Salvini è sicuro che sarà così e confida che sarà un intervento corposo, con la tutela che evita agli agenti l'iscrizione automatica nel registro degli indagati e il fermo preventivo per i manifestanti sospetti prima dei cortei, che "può arrivare anche a 48 ore".

Si accelera sul pacchetto sicurezza -

 L'attualità sta portando l'esecutivo ad accelerare sul pacchetto sicurezza, che da settimane è allo studio, con interlocuzioni fra Palazzo Chigi e Quirinale su una serie di norme. In questa dinamica, ad esempio, nei giorni scorsi, è emerso che la stretta sui coltelli, pensata per arginare gli episodi di violenza giovanile, anziché nel decreto dovrebbe entrare in un disegno di legge. L'architettura dei due provvedimenti potrebbe essere definita nella riunione di governo convocata oggi, lunedì 2 febbraio, alle 11:15, a cui dovrebbero partecipare i vicepremier Antonio Tajani e Salvini, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, quello della Giustizia Carlo Nordio e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

Come si accennava, il leader leghista conta che nel decreto entrerà la norma che evita alle forze dell'ordine l'iscrizione automatica nel registro degli indagati in caso di legittima difesa. Per sostenere questa novità la Lega ha organizzato gazebo in tutta Italia. E in uno di quelli a Roma Salvini si è presentato con un certo ottimismo sull'approdo del dl in Consiglio dei ministri mercoledì. "Conto che sia completo al 100%. Noi siamo pronti. Non per la cronaca delle ultime ore ma perché è giusto che ci siano dentro tutte le norme che servono", ha spiegato, elencando appunto quella sulla tutela degli agenti, quella sullo sgombero degli immobili occupati esteso anche alle seconde case, la stretta ai ricongiungimenti familiari dei migranti, e il fermo di prevenzione. Una misura che sarebbe ritenuta "fondamentale" dagli addetti ai lavori per consentire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni.

Il fermo di prevenzione -

 Nelle bozze circolate in queste settimane era collocata nel disegno di legge, con la possibilità di trattenere fino a 12 ore per accertamenti i sospettati di "costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l'incolumità pubbliche" in base a "elementi di fatto, al possesso di armi, strumenti atti ad offendere, o all'uso di caschi" o altri strumenti per camuffare il volto. "Piantedosi lo propone per 12 ore. Secondo me si può arrivare anche a 48 ore", ha sottolineato Salvini, facendo riferimento anche alle imminenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: "Siccome l'Italia sarà sotto gli occhi del mondo, bisogna fare di tutto per prevenire qualsiasi tipo di violenza o episodio criminoso".

La questione cauzione -

 Il vicepremier insiste anche sulla proposta di obbligare gli organizzatori dei cortei a depositare una cauzione a copertura di eventuali danni. "È assolutamente impropria e incostituzionale. A chi non ha le possibilità economiche si toglie il diritto di manifestare?", replica la Cgil, che promette di contestare la norma in ogni sede se dovesse arrivare in Parlamento. E anche i vertici della Cisl rimarcano che "non si deve mai confondere chi semina caos con chi organizza manifestazioni e mobilitazioni democratiche, esercitando un diritto garantito dalla Costituzione, sul quale non può gravare alcuna intimidazione". 

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