Non si ferma più Billie Eilish, che ha inciso nuovamente il suo nome nella storia dei Grammy Awards vincendo il premio per la Canzone dell’anno con Wildflower. È la sua terza statuetta dopo i successi di Bad Guy nel 2020 e What Was I Made For? nel 2024. Sul palco, accompagnata dal fratello Finneas, la popstar ha sfoggiato una spilletta "Ice Out", che ormai spopola tra le star della musica e del cinema americane.
La vittoria di Bad Bunny e il grido anti-Trump: "Ice out, non siamo animali" -
A brillare, nella notte americana, è sicuramente Bad Bunny. L'artista portoricano, a poche notti dalla sua performance attesissima all'Halftime show del Super Bowl, è diventato il primo cantante a vincere il premio come miglior album con un disco tutto in spagnolo. A consegnare alla storia il 31enne è il suo Debí Tirar Más Fotos, battendo Justin Bieber, Sabrina Carpenter, Clipse, Lady Gaga, Kendrick Lamar, Leon Thomas e Tyler the Creator. Salito sul palco, Bunny ha esordito: "Prima di ringraziare Dio, voglio dire Ice out. Non siamo animali o alieni, siamo esseri umani e siamo americani", accolto da una standing ovation.
Trump e la battuta su Epstein: "Mai stato sulla sua isola, i miei avvocati sono pronti" -
"I Grammy Awards sono il peggio, praticamente inguardabili! La Cbs è fortunata a non avere più questa spazzatura a infestare le sue onde radio". Con queste parole Donald Trump ha criticato su Truth le critiche politiche che gli sono piovute addosso dal palco dei Grammy. Che ha poi toccato il tema del suo coinvolgimento negli Epstein files: "Il presentatore Trevor Noah, chiunque sia, è quasi pessimo quanto Jimmy Kimmel agli Academy Awards per i bassi ascolti. Noah ha detto, sbagliando sul mio conto, che Donald Trump e Bill Clinton hanno trascorso del tempo sull'isola di Epstein. Sbagliato! Non posso parlare per Bill, ma non sono mai stato sull'isola di Epstein, né in nessun posto vicino, e non sono mai stato accusato di esserci stato, nemmeno dai media che si occupano di fake news". Trump ha poi assicurato al comico di portarlo in tribunale: "Manderò i miei avvocati a fare causa a questo povero, patetico, senza talento, idiota di presentatore, e gli farò causa per un sacco di soldi. Preparati Noah, mi divertirò un mondo con te".
Il bottino di Kendrick Lamar e l'astro nascente di Olivia Dean -
Nella serata degli Oscar della musica c'è stato anche spazio, ovviamente, per il rapper Kendrick Lamar. Arrivato con ben nove nomination, il 38enne si è portato a casa cinque premi, tra cui il prestigioso Registrazione dell'anno per il duetto con SZA, Luther. Lamar conferma il suo stato di grazia dopo il terremoto mediatico dell'anno scorso con la diss track Not Like Us. Insieme a lui, brilla la stella di Olivia Dean, consacrata come Miglior artista emergente.
Lady Gaga e il Girl power -
Il premio per il Miglior album pop è andato a Mayhem di Lady Gaga. Durante un discorso molto sentito, la cantante ha rivolto un pensiero alle colleghe: "So cosa significa essere l'unica donna in uno studio pieno di uomini. Ascoltate la vostra voce interiore e battetevi per le vostre idee". Una vittoria che certifica ancora di più come l'industria musicale sia sempre più travolta dall'enorme successo di artiste emergenti o già affermate, come Sabrina Carpenter e Taylor Swift.
Il ritorno di Justin Bieber -
Dopo quattro anni di silenzio dovuti alla malattia che gli aveva causato una paralisi facciale, Justin Bieber è tornato. L'ha fatto in modo provocatorio: sul palco per eseguire Yukon (dal nuovo album Swag) è salito indossando solo delle mutande, i calzini e con la chitarra elettrica in braccio.
Steven Spielberg nella storia -
Ma la gloria arriva anche per il cinema: Steven Spielberg è ufficialmente entrato nel club esclusivo degli Egot (vincitori di Emmy, Grammy, Oscar e Tony). Il regista ha ottenuto il suo primo Grammy come produttore del documentario Music By John Williams, trionfando nella categoria Miglior musica da film.