Ospite a "Verissimo" Paolo Campolo, l'uomo che nella strage di Crans-Montana ha salvato molti ragazzi intrappolati, racconta la sua personale opinione sull'inadeguatezza dei soccorsi e delle misure di sicurezza. "Fin dall'inizio ho espresso i miei dubbi sulla carenza nei soccorsi che non sono stati sentiti. Oggi, per rispetto alle famiglie dei ragazzi, mi sento ancora di ripeterli" ha detto a Silvia Toffanin.
"I primi soccorsi sono arrivati dopo circa due ore, i ragazzi erano in shock metabolico ma l'ossigeno per tutti non c'era e mancavano le coperte. I ragazzi ustionati e intossicati lasciati al freddo a meno di dieci gradi, senza idratazione, barelle o una tenda per metterli al riparo - ha proseguito Paolo Campolo - Voglio precisare che i vigili del fuoco che sono arrivati per primi erano tutti volontari e non erano pronti a nulla del genere, come neanche io o altre persone che come me si sono ritrovate sul posto perché chiamati dai figli o avvisati dal boato".
"Il fumo era spessissimo ed era davvero impossibile non intossicarsi. Quando ho aperto la porta di sicurezza accanto a me c'era un uomo a darmi una mano, era più basso e aveva un cappuccio. Non ho idea di chi potesse essere. Credo di aver tirato fuori almeno dieci persone, erano tutte vive" ha aggiunto. "Oggi l'atmosfera a Crans - Montana è buia ma credo nella giustizia, anche di quella italiana" ha concluso.