Sono stati arrestati con l'accusa di omicidio aggravato gli zii affidatari di Alessandra, morta a quattro anni a Tufino, in provincia di Napoli, nella notte fra il 13 e il 14 dicembre 2024. I due, a cui la piccola era stata temporaneamente affidata dai servizi sociali, dopo la sospensione dalla patria potestà per i genitori naturali, erano stati indagati da subito per maltrattamenti e omicidio colposo, dopo che sul corpo della piccola erano stati riscontrati segni di ustioni. La spiegazione iniziale fu che Alessandra fosse morta cadendo dalle scale, ma l'inchiesta ha fatto emergere un quadro di abbandono e violenze.
Le violenze alla bambina -
Da parte dei due sono state accertate condotte violente che hanno portato la vittima a un profondo decadimento fisico, fino a uno stato "cachettico", ovvero di deperimento, che ha determinato il decesso. Questo indebolimento, insieme ad altri traumi sopportati dalla minore, come gravi ustioni, piaghe da decubito e una frattura, ha favorito l'insorgenza di una grave patologia polmonare.
La custodia cautelare in carcere -
I carabinieri della Compagnia di Nola (Napoli) hanno dato esecuzione all'ordinanza della custodia in carcere, emessa dal gip di Nola su richiesta della Procura nei confronti dei due indagati. L'indagine ha compreso un'analisi dello scambio di messaggi tra indagati e altre persone, la valutazione delle dichiarazioni rese durante il procedimento e quanto emerso dall'esame autoptico e dai rilievi scientifici. Gli elementi raccolti hanno fatto ipotizzare, a carico degli indagati, condotte gravemente maltrattanti, qualificate come "child neglect", che hanno determinato una grave denutrizione della bambina. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta durante le indagini preliminari, che può essere impugnata: i destinatari sono indagati e quindi considerati presunti innocenti fino alla sentenza definitiva.