La guerriglia nel corso della manifestazione per Askatasuna

Scontri a Torino, dimesso con una prognosi di 20 giorni l'agente preso a martellate: arrestato un presunto aggressore

È un 22enne della provincia di Grosseto: incensurato, con gli amici si definiva "anarchico". La premier Meloni ha incontrato gli agenti ricoverati

È stato dimesso dall'ospedale delle Molinette Alessandro Calista, l'agente di polizia 29enne aggredito a calci e martellate ieri a Torino durante il corteo pro Askatasuna. La prognosi è di 20 giorni. Uscito dall'ospedale con una prognosi di 30 giorni anche il collega, che era corso in suo aiuto traendolo in salvo. Nel pomeriggio era stato fermato uno dei suoi presunti aggressori: si tratterebbe di un 22enne di Grosseto, arrestato in flagranza differita. Il giovane agente, nel corso delle proteste in solidarietà ad Askatasuna di sabato 31 gennaio, è stato accerchiato ed è stato preso a calci, pugni e martellate da un gruppetto di manifestanti. 

Incensurato e "anarchico" -

 Il 22enne arrestato è incensurato, e con i conoscenti si definiva un "anarchico". Originario del Comune di Arcidosso (Grosseto), il giovane da tempo viveva altrove, e in estate tornava nel suo paese di origine, dove ha lavorato come cameriere. È accusato di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale e rapina. Chi lo conosceva lo definisce un "ragazzo tranquillo che non ha mai fatto male a nessuno".
 

I numeri degli scontri, tra feriti e arresti -

 Oltre al giovane almeno 24 persone sono state denunciate e sono state arrestate a Torino e portate in carcere. Uno è un giovane residente nel capoluogo piemontese. Si ha notizia di giovani donne rilasciate e denunciate a piede libero. Le persone fermate la sera di sabato 31 gennaio e portate in questura per gli accertamenti sono state in tutto una decina. Oltre cento i feriti tra le forze dell'ordine, di cui 29 sono stati portati in diversi ospedali della città. A quanto apprende l'Ansa, sono 96 poliziotti, 7 militari della guardia di finanza e 5 carabinieri.

La visita della premier -

 La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata a Torino per incontrare gli agenti e i militari coinvolti negli scontri di sabato, tra manifestanti e forze dell'ordine, durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. La premier è andata anche all'ospedale Molinette, dove sono ricoverati il 29enne vittima del pestaggio da parte di un gruppo di manifestanti e un altro appartenente alle forze dell'ordine. Nel presidio sanitario con la premier c'era anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Il bilancio dei feriti -

 Azienda Zero, attraverso la Centrale Operativa del 118 di Torino, nel corso della manifestazione di ieri a Torino, ha gestito complessivamente il trasferimento di 103 feriti. In particolare, sono 29 gli appartenenti alle forze dell'ordine che sono stati portati in diversi ospedali torinesi, dopo essere rimasti feriti negli scontri avvenuti durante la manifestazione. Uno è ancora in osservazione al Cto, altri due (uno dei quali è l'agente del reparto mobile di Padova aggredito dai dimostranti) sono alle Molinette.

Saranno dimessi nel corso della giornata di domenica, come ha comunicato il direttore sanitario. "Entrambi - ha detto - hanno un trauma cranico non commotivo. Sono coscienti e vigili. Uno dei pazienti, quando è arrivato qui, presentava anche una ferita da taglio a una coscia, provocata da un corpo contundente che potrebbe essere un martello". Da fonti sanitarie si apprende che gli agenti sono apparsi "molto contenti" della visita di Giorgia Meloni. Anche l'operatore ricoverato al Cto dovrebbe essere dimesso in giornata.

La lettera del capodella polizia Pisani -

 "Care colleghe e cari colleghi, il servizio di ordini pubblico, affrontato e gestito nella giornata di ieri a Torino, in un contesto particolarmente complesso e difficile, ha ancora una volta messo in luce la Vostra dedizione nell'essere, con professionalità, equilibrio e rischio della propria incolumità, servitori del nostro Stato democratico". Sono le parole che il capo della polizia, Vittorio Pisani, ha scritto agli agenti rimasti feriti nel corso degli scontri avvenuti a Torino. "Di questo, non smetterò mai di dirvi grazie. Grazie, perché il vostro impegno, silenzioso e costante, è garanzia per la tutela delle nostre Istituzioni democratiche e per la sicurezza delle nostre comunità."

Schlein sente Meloni: "Politica unisca, non divida" -

 La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha sentito al telefono la premier Giorgia Meloni. Lo ha raccontato lei stessa: "Le forze dell'ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte. Per questo siamo preoccupati dalle strumentalizzazioni di queste ore. Ho chiamato la presidente del Consiglio perché in questi momenti le istituzioni devono unire non dividere".

Martedì l'informativa di Piantedosi alle Camere -

  Martedì si terrà l'informativa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sugli scontri di Torino alle 14 alla Camera e alle 16 al Senato.

Il vicepremier Salvini -

 "I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell'Ordine, e soprattutto l'obbligo di una cauzione per chi scende in piazza, come proposto dalla Lega. Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no!". Lo scrive sui social il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini.

Il ministro Crosetto -

 "Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un Governo ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire é, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come "compagni che sbagliano". Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana". Lo scrive il ministro della Difesa Guido Crosetto su X, riferendosi ai "militanti vicini ad Askatasuna" che hanno scatenato ieri una "guerriglia urbana" a Torino.

"Oltre mille persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi. Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell'ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi", aggiunge il ministro in un tweet. E riferisce di essersi recato "per una breve visita al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino", dove ha incontrato alcuni Carabinieri coinvolti nelle violenze.

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