Ha rotto un flacone di detersivo proprio mentre stava per uscire dalla porta del negozio. Poi, di fretta e con l'autorizzazione del suo superiore, è tornata tra gli scaffali e ne ha preso un secondo - identico - senza pagare il prezzo previsto: 2,90 euro. Per questo motivo una nota catena di supermercati ha chiuso il contratto di una dipendente con 30 anni di esperienza. E ora il suo caso è finito davanti a un giudice del lavoro.
Il flacone rotto -
Il caso risale allo scorso settembre in un punto vendita di Grosseto, in Toscana. Al termine del suo turno la cassiera, poco più che cinquantenne e con famiglia, è corsa a prendere più velocemente che poteva qualche prodotto che le serviva a casa. Dopo averli fatti battere alla cassa e averli imbustati, poco prima di uscire dal negozio un flacone di detersivo cade a terra rompendosi. La donna, trafelata, torna all'interno e, parlando con il responsabile del punto vendita, lo avverte che il pavimento avrebbe potuto essere scivoloso. Poi, d'accordo con lui, rientra, prende un nuovo detersivo ed esce senza pagarlo una seconda volta.
La sanzione e il licenziamento -
Passano pochi giorni e la donna viene convocata per un colloquio dai vertici della catena di supermercati. Per la prima volta, dopo decenni di servizio impeccabile, alla dipendente viene comunicata una contestazione disciplinare per non aver pagato il secondo flacone. Una contestazione che, in realtà, arriva come allegato e giustificazione di una notizia ben più pesante: un licenziamento per giusta causa. La donna ha tentato di difendere la sua posizione anche in un secondo "incontro chiarificatore", ma i vertici dell'azienda sono stati inamovibili.
La posizione della donna: "Mai richiamata per pagare il secondo flacone" -
È solo a questo punto che la dipendente decide di rivolgersi al sindacato Filcams Cgil, che ha abbracciato la sua causa e la sta portando avanti da mesi di fronte al giudice. "Nessuno le ha chiesto di pagare e nessuno l'ha richiamata per farlo", la difende il suo legale Paolo Martellucci. "Licenziare una lavoratrice con trent'anni di servizio per un flacone di detersivo da 2,9 euro è un atto ingiusto e sproporzionato", ha denunciato il deputato del Pd Marco Simiani.