Raddoppiate le attività di servizi per loro

Ristoranti, piscine e Spa: gli animali domestici sono sempre più viziati... e non solo in italia

Negli ultimi dieci anni la spesa è passata da circa 600/700 euro annui a oltre 900 euro. Per i sociologi il trend si spiega con il calo delle nascite dei Paesi occidentali: il lavoro di cura e attenzione, prima riservato ai bimbi, si è ora riversato sugli amici a quattro zampe

© iberpress

Ristoranti con menù degustazione dedicati, gusti di gelato, piscine e centri benessere: gli animali domestici sono sempre più viziati. Soprattutto i cani, per cui l’offerta di servizi è più ampia e diversificata. Il fenomeno riflette due tendenze parallele: da una parte, una maggiore attenzione al benessere degli amici a quattro zampe, influenzata dalla diffusione negli ultimi anni di una consapevolezza animalista, dall’altra un'attitudine a dedicare loro attenzioni simili a quelle riservate agli esseri umani, con la stessa dose di consumismo.

I servizi nella ristorazione -

 Un esempio su tutti riguarda la ristorazione: a dicembre a Cortina d’Ampezzo ha aperto un ristorante di lusso che prevede un menù degustazione pensato per i cani. Sushi di pollo bollito, tonno a dadini con riso e un hamburger: il tutto per una cifra piuttosto costosa, che può arrivare a 120 euro. In questo caso si tratta di un locale esclusivo, ma non è certo il primo: ultimamente sono sempre più diffusi, rispetto al passato, i ristoranti, le gelaterie e i centri benessere che offrono servizi e prodotti non essenziali dedicati agli animali da compagnia.

Il primo ristorante per cani in Italia -

  Roma ha fatto da apripista, nel 2023due cucine distinte, per cani e per umani, e un addestratore cinofilo incaricato di sorvegliare gli amici a quattro zampe e guidarli nel tavolo più adatto a loro e ai loro padroni. E di dare suggerimenti, all'occorrenza, sulle canzoni e sulla luce più opportuni, per evitare di creare un disturbo ai cuccioli.

Il gelato per cani -

 Era il 2024, invece, quando la gelateria e pasticceria con diversi punti vendita a Napoli e uno a Milano, ha dato vita al "gelabau", un gelato per cani. Tra i pionieri in questo settore c'è anche chi, nel 2021, aveva lanciato la Ciro’s Cream, un gelato a base di latte senza lattosio, disponibile nelle sue tre sedi di Milano.

Qualche dato -

 Stando ai dati di Unioncamere, dal 2020 nel nostro Paese il numero delle aziende che si occupano dei servizi di cura per gli animali è cresciuto di un terzo, con oltre 1.300 nuove aperture. Aumenta anche l'assistenza veterinaria, con un rialzo del 39 per cento. Negli ultimi dieci anni, poi, sono diminuiti i negozi che vendono animali, mentre sono più che raddoppiate le attività che offrono proposte per loro, come l’asilo o la fisioterapia specializzata. Qualche giorno fa, per esempio, a Milano ha aperto la prima piscina per cani, ideata per favorire la riabilitazione dei pelosi più anziani o che hanno subito interventi chirurgici.

La spesa annua per gli animali -

 E con tutte queste opzioni disponibili, negli ultimi dieci anni è cresciuta anche la spesa per gli animali domestici, passando da circa 600/700 euro annui a oltre 900 euro. Un trend dovuto in parte al generale aumento dei prezzi, ma soprattutto alla maggiore attenzione alle cure degli animali da compagnia e alla qualità del loro cibo. Uno dei casi più rappresentativi della tendenza è una famosa catena specializzata in prodotti e servizi per animali domestici: negli ultimi due anni ha aperto in Italia circa 100 nuovi punti vendita, passando da 500 a 600 sedi. Nei negozi si trovano non solo cibo e accessori di ogni tipo, ma anche servizi dedicati al benessere, come lavaggio o consulenze nutrizionali.

Il business dell'alimentazione -

 Il settore più redditizio di questo mercato è quello dell'alimentazione, particolarmente ricettivo verso le nuove tendenze: per esempio, nel 2019 è nata un’azienda che produce cibo per cani utilizzando solo ingredienti freschi, per offrire loro una dieta simile a quella dei loro proprietari, in termini di qualità. Negli ultimi anni una crescita notevole: oggi i suoi prodotti sono distribuiti in circa 400 punti vendita, tra negozi specializzati e grande distribuzione. Il peso economico di questo comparto emerge distintamente anche dalle strategie delle multinazionali: gruppi conosciuti per i prodotti dolciari e alimentari negli ultimi anni hanno ricavato la quota principale dei propri introiti proprio dal mercato degli animali domestici.

Il parere di sociologi e psicologi -

 Secondo l’Economist, nel 2024 entrambe le aziende hanno ottenuto circa un quinto del loro fatturato annuo dalla vendita di prodotti destinati agli animali domestici. E non è certo un fenomeno solo italiano: negli Stati Uniti, per esempio, il totale della spesa per servizi e prodotti per animali ha raggiunto circa 186 miliardi di dollari nel 2023. Più di quanto viene speso per la cura dei bambini, sostiene l'Economist. Il fenomeno ha destato la curiosità degli esperti. Sociologi e psicologi sostengono che questo trend si spiega con il calo delle nascite dei Paesi occidentali: il lavoro di cura e attenzione, prima riservato ai bimbi, si è ora riversato sugli amici a quattro zampe, sempre più diffusi nelle famiglie.

Applicare forzatamente le abitudini umane agli animali -

  Secondo Pierluigi Ugolini, vicesegretario del S.I.Ve.M.P., il sindacato italiano dei veterinari di medicina pubblica, assistiamo a una tendenza a trattare gli animali come esseri umani, che però può avere risvolti problematici. Il fatto che nascano tante aziende che offrono servizi e prodotti non essenziali non è un problema di per sé, "ma lo diventa quando gli esseri umani cercano di applicare forzatamente abitudini e comportamenti umani agli animali domestici", dice al Post Ugolini. Molti prodotti oggi in voga, come i profumi per cani, nascono più per permettere agli umani di condividere un momento con il proprio animale che per offrirgli un beneficio concreto, e anzi possono essere poco graditi dagli amici pelosi. 

Ti potrebbe interessare