L'intervista

Giorgia Meloni: "Polemizzano sull'Ice, ma poi chiedono agli Usa di occuparsi della nostra difesa"

Il premier, durante un colloquio con il direttore de Il Foglio, ha evidenziato quello che definisce come "un paradosso"

© Ansa

Stati Uniti, la presenza dell'Ice in Italia per le Olimpiadi, l'Unione Europea e il conflitto in Ucraina, ma anche Mercosur, sono solo alcuni dei punti toccati dalla premier Giorgia Meloni nella lunga intervista rilasciata a Il Foglio

Il paradosso della polemica sull'Ice -

 Proprio riguardo il continuo dibattito riguardo i rapporti con l'America e la situazione legata all'Ice, l'agenzia federale responsabile del controllo della sicurezza delle dogane e dell'immigrazione, Meloni parla di contraddizione: "Non trova che sia un paradosso che proprio quelli che fanno continuamente polemica sui rapporti con gli Stati Uniti, che si stracciano le vesti per una presenza di esponenti delle forze di sicurezza statunitensi durante le Olimpiadi, come accade sempre in questi eventi con i diversi Paesi alleati, poi chiedano agli Stati Uniti di continuare a occuparsi della nostra difesa? Credo che questa confusione sia uno dei nostri principali problemi". 

"Spese per la difesa necessarie" -

 Non manca nemmeno una presa di posizione riguardo il tema delle spese per la difesa. "Per lungo tempo l'Europa ha rinunciato a occuparsi della propria sicurezza e, nel tempo, si è arrivati addirittura a pensare che non esistesse alcun pericolo esterno dal quale doversi difendere. Non è un caso, infatti, che gran parte della sinistra italiana ed europea sostenga, ancora oggi nel contesto in cui ci troviamo, la tesi che le spese per la sicurezza e per la difesa siano inutili. Purtroppo, la realtà è molto diversa da ciò che vorrebbe la sinistra. Viviamo in un'epoca nella quale l'instabilità e l'incertezza sono diventate la normalità, ed è nostro dovere agire di conseguenza. Sarebbe esiziale, per i nostri popoli e per le nostre democrazie, nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che il problema non esista" dice Giorgia Meloni.

Sul Mercosur Italia determinante -

 Ampio spazio anche per economia e commercio estero, con l'accordo sul Mercosur, nel quale il premier ha sottolineato come la risposta al protezionismo con una maggiore apertura sia un dovere per sostenere il benessere dell'economia italiana. Il nostro Paese, inoltre, è sempre stato favorevole all'apertura verso nuovi mercati, ma "sempre nel rispetto di un principio di fondo: che il commercio può essere libero solo se è anche equo". Infatti, ricorda Meloni: "Da troppi anni stiamo pagando le pesanti conseguenze di un processo di globalizzazione che ha aperto al libero commercio senza regole tra sistemi economici e produttivi che non erano equi tra loro e che non rispettavano le stesse regole. Questo processo ha creato sperequazioni strutturali e ha finito per rendere le nostre economie più deboli e vulnerabili, creando nuove dipendenze strategiche". Dunque, ecco che si inserisce proprio in questo contesto in primis la necessità di cambiare direzione, ma soprattutto che "la strategia commerciale dell'Unione europea debba avere come priorità il nearshoring e il friendshoring, ossia la rilocalizzazione di produzioni nei paesi più vicini o nei paesi amici, oltre che semplificare la sua assurda burocrazia e prevedere precise garanzie per i nostri produttori e per le nostre imprese quando decide di costruire nuove aree di libero scambio. Come è accaduto con il Mercosur, dove l'Italia ha svolto un ruolo determinante per definire un accordo che fosse equilibrato e vantaggioso per tutti".