Rientrati da Manchester il gruppo bianconero ha perso altri due elementi a causa dell'influenza. Si sono infatti fermati anche Davids e Fresi. A questo punto a disposizione di Lippi restano solo undici elementi tra cui Tudor, che non è nelle migliori condizioni. Il gruppetto si è allenato in palestra e sul campo nel pomeriggio di giovedì. Di Vaio e Birindelli sono in progresso mentre per Buffon, Salas e Thuram sono poche le speranze di recupero.
Ormai la si prende a ridere, ma il clan degli arruolabili in casa Juve è sempre ridotto. E sabato a Piacenza, c'è da affrontare il Como, che non sarà certo avversario tenero visto che non vuole ancora abbandonare i suoi sogni salvezza. Marcello Lippi, a oggi, metterebbe in campo a stento una squadra: Nedved, Ferrara, Zenoni, Chimenti, Tacchinardi, Zalayeta, Pessotto, Montero e Camoranesi, più Conte che ieri non ha giocato per precauzione (un dolore a un polpaccio), mentre Tudor è ancora convalescente a una caviglia e Del Piero è fuori causa. C'è quindi poco da stare allegri anche se Ciro Ferrara è tornato sulla quasi impresa di Manchester, dicendosi per primo sorpreso di sè stesso, "perchè appena ho qualche linea di febbre di solito vado ko, mentre ieri sera mi sentivo un leone". Ferrara etichetta come "grande" la prestazione di tutti, che dimostra come "la squadra sia di altissimo livello e aveva voglia di dimostrarlo in campo, in un autentico tempio del calcio, dove giocare è fantastico". Quindi orgoglio, determinazione e anche grandi valori tecnici, che non hanno permesso di evitare una sconfitta, ma hanno aumentato la credibilità della squadra, sia in Italia, sia all'estero. Ciò nonostante, Ferrara indica la via della prudenza, per il ritorno, tra soli cinque giorni: "Sarà una partita molto diversa e bisognerà fare attenzione a non concedere troppi spazi al Manchester, pur avendo noi l'assoluta necessità di vincere. Infatti, se sfruttiamo il doppio impegno casalingo, la qualificazione è cosa fatta".