la decisione

Crans-Montana, concessa l'assistenza giudiziaria all’Italia

La Procura del Canton Vallese accoglie la rogatoria di Roma sull’incendio di Capodanno. Da adesso accesso agli atti e indagini coordinate

© Afp

La Procura del Canton Vallese ha concesso l’assistenza giudiziaria all’Italia nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio scoppiato la notte di Capodanno a Crans-Montana. La decisione segue la rogatoria presentata dalla procura di Roma ed è stata confermata dall’Ufficio federale di giustizia, autorità centrale per la cooperazione giudiziaria internazionale.

La motivazione -

 Tra le vittime della tragedia figurano anche cittadini italiani. Un elemento che impone alla magistratura italiana l’apertura di un procedimento penale. In questo contesto, la collaborazione tra le due autorità inquirenti viene considerata non solo opportuna, ma funzionale. Secondo quanto precisato dall’Ufficio federale di giustizia, le autorità italiane avranno accesso alle prove già raccolte in Svizzera. L’assistenza avverrà nel rispetto delle garanzie legali previste per le parti potenzialmente coinvolte. 

Il prossimo incontro -

 L’obiettivo è mettere in comune risorse e competenze, favorendo uno scambio diretto di informazioni. In quest’ottica, il 19 febbraio è previsto un primo incontro tecnico tra le autorità penali dei due Paesi. L’Ufficio federale di giustizia accompagnerà il confronto, con il compito di chiarire i dettagli della collaborazione e coordinare le procedure investigative. Un'ipotesi che non dispiace a Roberto Balzaretti, ambasciatore della Svizzera in Italia: "Penso che vista la grande esperienza dei colleghi italiani, i colleghi vallesani dovrebbero accedere a questa possibilità" per avere "collaborazione tra esperti che permetterà di fare chiarezza su come e perché è successo".

L'ambasciatore svizzero contro l'Italia -

 Balzaretti ha definito "inimmaginabile" l'idea di togliere la competenza giuridica al Canton Vallese sul caso del rogo ne Le Constellation per un fatto consumato sul proprio territorio. La competenza giuridica, ha spiegato, "è cantonale per Costituzione. Spostare il procedimento altrove sarebbe gravissimo e non farebbe bene alla nostra necessità di stabilire le responsabilità e sanzionare i responsabili". Per questo, secondo il diplomatico, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani "sta un pochettino travalicando le sue competenze, perché lui è un politico non un magistrato". Parole da non intendere come una critica al titolare della Farnesina, visto che "ho molto rispetto per il ministro", ha spiegato Balzaretti. "La situazione è talmente drammatica che ci sta pure che dica questo".

L'inchiesta va avanti -

 "Questa inchiesta sta rivelando cose evidenti a prima vista ma lo sta facendo nel modo formale corretto", ha continuato Balzaretti. "Quello che stiamo vedendo è terrificante e purtroppo sospettavamo che l'incendio si fosse propagato con questa intensità e con questa violenza perché il bar non era a norma". Poi, l'ambasciatore si è soffermato sulla scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, proprietario insieme alla moglie Jessica del bar di Crans-Montana dove è scoppiato l'incendio la notte di Capodanno: "La si può pensare in un altro modo, ma il diritto va applicato indipendentemente dalla faccia dell'imputato, altrimenti c'è "il rischio poi di ricorsi da parte dell'imputato che non solo prolungano il procedimento, ma possono anche renderlo gravato di mancanze importanti".

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