Oro e argento vanno a picco dopo la nomina di Kevin Warsh a presidente della Fed. I due metalli sono considerati un bene rifugio, ricercati particolarmente nei momenti di grande incertezza: proprio per questo nell'ultimo periodo - caratterizzato da diverse tensioni geopolitiche - il loro valore era salito di molto. Ora, con il cambio voluto da Donald Trump alla guida della Federal Reserve e un'apparente maggiore stabilità nel mondo, sono entrambi scesi abbondantemente sotto i massimi.
Il dollaro, invece, ha riguadagnato terreno sui mercati valutari, salendo dello 0,2% nei confronti delle principali valute: l'euro è calato di quasi l'1%, a 1,1871 sul biglietto verde. Il prezzo spot dell'oro, che giovedì 29 gennaio viaggiava verso i 5.600 dollari (quasi il doppio rispetto a 12 mesi fa) ha perso il 7,3% scendendo a 4.983 dollari l'oncia. Il contratto per marzo dell'argento ha lasciato quota 100 dollari portandosi a 94,9 dollari l'oncia, in caduta del 17%. Crolla del 16% anche il platino e il rame arretra di oltre il 4%. Anche i future di Wall Street avanzano, mostrando come Warsh sembra piacere agli investitori. Le principali borse europee hannochiuso in rialzo.