Non solo medaglie, record e classifiche. Per alcuni atleti Milano-Cortina 2026 è anche altro, perché la scala di valori è più ampia e, per loro, la fede ricopre una posizione ben più di rilievo. Lo racconta Credere, che fa un viaggio tra sportivi capaci di dare alla vittoria il giusto posto, senza perdere di vista ciò che conta davvero. Dalle azzurre Sofia Goggia e Marta Bassino, passando per Elana Meyers-Taylor alla grande Lindsey Vonn, sette storie di atleti che testimoniano, nella vita quotidiana, una sincera attenzione ai principi cristiani.
"Il talento è un dono da onorare" -
A dirlo è una campionessa del calibro di Lindsey Vonn, una delle più attese a Milano-Cortina 2026. La statunitense più volte ha ricordato come la fede l'abbia sostenuta in diverse occasioni: dagli infortuni alla depressione. Ma anche la donna più titolata della storia del bob, Elana Meyers Taylor, ha sottolineato che: "Dio sta lavorando attraverso di me in questo sport. Mi ha messa qui per uno scopo, che non è solo vincere medaglie". Menzione anche per Richardson "Rici" Viano, sciatore, che gareggerà con i colori di Haiti e che ha trasformato una storia di fragilità in riscatto.
Le testimonianze italiane -
Non poteva mancare Sofia Goggia che sempre a Credere aveva detto: "Prima di scendere in pista, durante le gare, faccio sempre il segno della croce". Testimonianze profonde anche quelle di Lisa Vittozzi, campionessa di biathlon, la sciatrice Marta Bassino (che però non gareggerà a causa di un infortunio) e del fondista Federico Pellegrino. Ognuno con la sua storia, personale e unica, ma tutti legati a modo loro dal fil rouge della fede.