Dal 16 febbraio in Italia

WhatsApp, Meta farà pagare le aziende per tenere i loro chatbot

La decisione arriva dopo mesi di tensioni con l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su Meta AI

© Da web| whatsapp

Dal 16 febbraio le società che vogliono mantenere il loro chatbot all'interno di WhatsApp in Italia dovranno pagare un costo a Meta per ogni risposta generata. La decisione arriva dopo mesi di tensioni tra Meta e l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su Meta AI, il chatbot della società di Mark Zuckerberg sbarcato su WhatsApp in Italia e in Europa a marzo 2025. Il 24 dicembre 2025 l'Antitrust ha chiesto alla società di sospendere il divieto imposto ai chatbot di terze parti, policy entrata poi in vigore il 15 gennaio 2026.

"Laddove siamo legalmente obbligati a fornire chatbot AI tramite l'Api aziendale di WhatsApp, stiamo introducendo prezzi per le aziende che scelgono di usare la nostra piattaforma per fornire tali servizi", dichiara Meta. "L'emergere di chatbot di intelligenza artificiale sulle nostre Business Api ha messo sotto pressione i nostri sistemi, che non erano stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. L'Autorità italiana parte dal presupposto che WhatsApp sia, in qualche modo, un app store di fatto. I canali di accesso al mercato per le aziende di IA sono gli app store, i loro siti web e le partnership di settore, non la piattaforma WhatsApp Business. Faremo ricorso" - ha proseguito Meta. Aziende come OpenAI, Perplexity e Microsoft avevano già comunicato che i loro bot su WhatsApp non avrebbero più funzionato dopo il 15 gennaio invitando gli utenti a utilizzare altre piattaforme.

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