Il caso

Belluno, 11enne lasciato a piedi al gelo: "Su quell'autobus non ci salgo più" | Aperta un'inchiesta

Le parole del bambino: "Non sentivo le gambe, facevo fatica a camminare"

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Il bambino di 11 anni che, a San Vito di Cadore (Belluno), sarebbe stato fatto scendere da un autobus di linea perché sprovvisto del biglietto maggiorato nella tratta tra Calalzo e Cortina d'Ampezzo, nel Bellunese, e che poi avrebbe percorso a piedi e al gelo sei chilometri per arrivare a casa sua a Vodo di Cadore (Belluno) avrebbe detto che su quell'autobus non ci sale più. "Riconsegnate tutti i biglietti che abbiamo comprato", avrebbe aggiunto. Lo riporta la Repubblica. Sul caso, la procura di Belluno ha aperto un'inchiesta.

"Non sentivo le gambe, facevo fatica a camminare", avrebbe raccontato inoltre l'11enne. "Mio figlio ha percorso a piedi la pista ciclabile per non rimanere sul ciglio della Statale ma non era stata spazzata dalla neve. Non aveva il cellulare con sé e per questo motivo non ci ha potuti contattare", ha spiegato la madre Sole Vatalaro, la quale ha aggiunto che quando il bambino è arrivato a casa "aveva le labbra viola, non riusciva a parlare. I suoi jeans erano bagnati fino a metà coscia. Non arretrerò di un centimetro nel chiedere giustizia". 

"Dolomiti Bus ci ha già chiesto scusa. La temperatura di mio figlio era arrivata a 35 gradi, abbiamo anche un certificato medico. Non è andato a scuola il giorno dopo. Sono contenta che quell'autista sia stato sospeso", ha concluso Vatalaro.   

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