mossa anti presidente Usa

Groenlandia, Neil Young ancora contro Trump: regala il suo archivio agli abitanti dell'isola

"Spero che ciò riesca ad alleviare lo stress ingiustificato che subite", afferma il cantante sul suo blog

© ufficio-stampa

"Sono onorato di offrire un anno di accesso gratuito a neilyoungarchives.com a tutti gli amici della Groenlandia. Mi auguro che la mia musica e i miei film musicali possano alleviare un po’ dello stress e delle minacce ingiustificate che state vivendo a causa del nostro governo impopolare e, mi auguro, temporaneo". È un chiaro messaggio anti-Trump quello di Neil Young, cantautore canadese naturalizzato americano, la cui decisione è legata alle pressioni esercitate dal tycoon per "ottenere" l'isola. Una netta presa di posizione la sua, a seguito della quale tutti i groenlandesi potranno accedere gratuitamente al suo catalogo (un abbonamento oscilla tra i 24 e i 100 dollari): un'"offerta di pace e amore", l'ha definita lo stesso artista.

"Boicottate Amazon" -

 Non è l'unica mossa a sostegno della causa groenlandese quella di Young che in un altro messaggio ha annunciato di aver preso una decisione, se possibile, ancora più clamorosa. "La mia musica non sarà mai disponibile su Amazon finché sarà di proprietà di Bezos", definito "un miliardario che appoggia il presidente" Trump. L'invito ai suoi fan è dunque quello di boicottare la multinazionale a stelle e strisce: "Ci sono molti modi per evitare Amazon e sostenere cittadini e aziende americane che forniscono gli stessi prodotti. Io l’ho fatto con la mia musica e chi la cerca può trovarla in molti altri posti. Purtroppo la mia presa posizione ha una ricaduta negativa sull’etichetta discografica nel breve periodo, ma penso che il messaggio che sto inviando sia importante e netto. Grazie a chi acquista musica da negozi locali e dai servizi digitali indipendenti".

Non una prima volta -

 Già ad agosto Young aveva attaccato Donald Trump in Big Crime dopo che lo stesso tycoon aveva autorizzato il dispiegamento della Guardia Nazionale a Washington per mantenere l'ordine. "C'è stato un grosso crimine a Washington alla Casa Bianca, non servono regole fasciste, non voglio scuole fasciste, non vogliamo che i soldati camminino per le nostre strade", aveva scritto l'artista. Non solo: nel 2022 Young aveva chiesto e ottenuto di rimuovere tutta la sua musica da Spotify perché sulla piattaforma era presente The Joe Rogan Experience, il podcast del commentatore televisivo Joe Rogan, noto per le sue posizioni scettiche sui vaccini e grande sostenitore di teorie del complotto. Polemiche no-vax rientrate due anni più tardi, nel 2024, quando la sua musica è tornata sulla piattaforma.

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