A San Vito di Cadore (Belluno), un bambino di 11 anni diretto a Vodo di Cadore, dove abita, sarebbe stato fatto scendere da un autobus di linea perché non avrebbe avuto il biglietto da 10 euro previsto per la linea 30 Calalzo-Cortina. Il piccolo avrebbe poi camminato a meno tre gradi per sei chilometri. Lo riporta Il Gazzettino, che cita il racconto della mamma, Sole Vatalaro, e della nonna del bambino, Chiara Balbinot. "Abbiamo sporto querela per abbandono di minore. È tornato a casa congelato, sta ancora male", ha spiegato quest'ultima. L'azienda dei trasporti, Dolomiti Bus, venuta a conoscenza dell'accaduto, sospende l'autista e avvia verifiche.
Il racconto -
Il bambino frequenta la scuola media a San Vito di Cadore. Solitamente, viene accompagnato dai genitori, ma gli capita anche di prendere l'autobus. "Proprio perché l'utilizzo dell'autobus è saltuario, mia figlia all'inizio dell'anno scolastico aveva preso alcuni carnet di biglietti da 2,50 euro. Aveva chiesto alla persona in biglietteria se avessero una scadenza e le era stato risposto di no", ha riferito ancora Balbinot. Tuttavia, il biglietto in questione è aumentato e costa 10 euro.
Martedì pomeriggio, dopo la scuola, il bambino sarebbe salito sul pullman con due compagni di classe. Avrebbe staccato un biglietto dal suo carnet e lo avrebbe consegnato all'autista. Quest'ultimo gli avrebbe chiesto se avesse 10 euro e lui avrebbe risposto di no. "Il conducente del mezzo gli ha detto: 'Scendi e vai a piedi'. Mio figlio ha chiesto se almeno potesse riavere quel biglietto, di fatto inutilizzato, ma gli è stato risposto ancora di no", ha dichiarato Vatalaro.
Il bimbo avrebbe quindi salutato gli amici e si sarebbe incamminato verso casa. "Per me è allucinante, aveva una temperatura di 35 gradi, aveva pure iniziato a nevicare. Aveva 9 biglietti con sé, potevano staccarne 4 o potevano fargli la multa, l'avrei pagata. Avevo capito che l'aumento sarebbe avvenuto dalla prossima settimana, per carità, è una mia distrazione ma avrei pagato la multa. Non che mio figlio debba essere lasciato sul ciglio della strada al freddo", ha aggiunto la madre del bimbo, che avrebbe anche effettuato una segnalazione a Dolomiti Bus tramite il servizio clienti. "La signora al telefono, gentilissima, mi ha anche detto che gli autisti non possono ricevere denaro contante dai passeggeri. E su questo hanno ricevuto già diverse segnalazioni", ha concluso la donna.
Verifiche in corso nell'azienda -
In merito all'episodio è in corso una verifica interna da parte di una commissione appositamente nominata dall'azienda di trasporto pubblico locale Dolomiti Bus. Il caso sarebbe da ricondurre, secondo quanto si è appreso, a un bus appartenente a una compagnia privata alla quale sarebbe stato subappaltato il servizio.
"In relazione all'episodio segnalato, Dolomiti Bus esprime anzitutto sollievo avendo appreso dalla famiglia del bambino che per lui non ci sono state serie conseguenze e sta bene. La corsa in questione è stata effettuata a seguito di regolare autorizzazione dall'azienda La Linea S.p.A. alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti. La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio". Questa la nota ufficiale.
"Dolomiti Bus, costantemente impegnata a garantire i più elevati standard di sicurezza e tutela dei passeggeri, ha essa stessa attivato una commissione per il rigoroso accertamento dei fatti accaduti. I mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza e le relative registrazioni potranno essere utilizzate per l'accertamento dei fatti. Ulteriori elementi potranno essere forniti in ragione degli accertamenti in corso", conclude la nota.
Inoltre, il caso è oggetto di un'interrogazione parlamentare di Elisabetta Piccolotti (Avs). "Quanto accaduto è gravissimo e inaccettabile. Un bambino di 11 anni diretto a scuola è stato fatto scendere dall'autobus e ha percorso sei chilometri a piedi, sotto la neve e con temperature sotto lo zero, perché sprovvisto del biglietto da 10 euro previsto per la linea 30 Calalzo-Cortina. Un aumento tariffario introdotto, indipendentemente dalla lunghezza della tratta, in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 - ha commentato -. Ma stiamo scherzando?".
"Lasciare un minore in queste condizioni - ha proseguito la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera - non è solo disumano ma anche molto pericoloso. Le politiche legate alle Olimpiadi non possono ricadere in nessun modo sulla sicurezza delle persone e dei più piccoli". "Abbiamo presentato un'interrogazione al ministro Valditara: riteniamo urgente un suo intervento affinché episodi simili non si ripetano più e perché valuti lo stanziamento di risorse per la gratuità dei trasporti scolastici. Il diritto allo studio delle studentesse e degli studenti - ha concluso Piccolotti - deve essere garantito sempre".
La nonna del bimbo: "Dal mio punto di vista è ravvisabile il reato di abbandono di minore" -
"Ho ricevuto due chiamate di scuse da parte dell'azienda di trasporti Dolomiti Bus, noi andiamo avanti - ha aggiunto Balbinot -. Ora tocca alla procura di Belluno indagare. Dal mio punto di vista è ravvisabile il reato di abbandono di minore, anche se di ipotesi magari ce ne sarebbero altre, ma sarà la procura poi a considerarle. Sicuramente esisteva un obbligo di custodia". "A mio nipote poteva capitare qualsiasi cosa durante quei novanta minuti che ha impiegato per tornare a casa, camminando sulla pista ciclabile che costeggia la strada principale - ha continuato la nonna del bimbo -, io mi chiedo come possa capitare una cosa del genere".