Esistono anche i terremotati di serie B. Poco si sa di queste persone la cui vita è stata stravolta dalle scosse del sisma la scorsa primavera. Eppure si tratta di 9mila famiglie di “terremotati e dimenticati” esclusi da qualsiasi indennizzo per i danni alle proprie abitazioni. Questi esodati del sisma (come sono stati definiti) oggi hanno un riferimento in più per poter condurre la propria battaglia.
Si è infatti costituito il comitato che, attraverso il sito www.terremotatiedimenticati.it, dà la possibilità di registrarsi indicando nome e cognome e indirizzo dell’abitazione danneggiata.
Nato dall’iniziativa di alcuni terremotati, fra i quali Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano e residente a Poggio Rusco, il comitato ha indicato i prossimi passi per il radicamento e la crescita del movimento di pressione, il cui obiettivo è chiaro: ottenere dalle istituzioni almeno il 50% di rimborso delle spese sostenute per i danni del terremoto con un tetto massimo di 30mila euro ad abitazione.
Si sta valutando la possibilità di dare vita a una "class action" contro l'esclusione dai rimborsi per queste abitazioni. Calcolando una media di 10mila euro ad abitazione il costo sarebbe di 90 milioni di euro perché le abitazioni danneggiate, ma senza inagibilità, siano in totale, tra Emilia e Lombardia, circa 9mila. Se così fosse la spesa sul totale a disposizione dei danni causati dal sisma sarebbe inferiore all’1%.