IL REPORT DI MIA ACADEMY

Lavoro, ecco le professioni che scompariranno per l'IA

Trenta mansioni a rischio, soprattutto contabili, back office e customer service; in crescita invece la richiesta di specialisti di intelligenza artificiale con salari oltre i 120 mila euro. Lo rivela il report di Mia Academy

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L’intelligenza artificiale ha raggiunto una fase di piena maturità e comincia a incidere strutturalmente sul mercato del lavoro. In Italia il comparto AI ha toccato un valore di 1,2 miliardi di euro, con un aumento del 58% su base annua, rendendo più veloce la trasformazione delle professioni, in particolare quelle impiegatizie.

È quanto rivela l'AI Shock Index Report, elaborato da Mia Academy, che introduce un indicatore proprietario capace di classificare il rischio di automazione delle professioni su una scala da uno a cinque, basandosi sulla ripetitività delle mansioni, livello di adozione tecnologica dei settori e trend di mercato.

Classe media dei "colletti bianchi" a rischio -

 Dall'analisi l’IA non si limita più a rimpiazzare mansioni manuali od operative, ma avanza lungo la catena del valore, impattando sui ruoli amministrativi e di servizio. Nel livello 5 (rischio critico) sono incluse professioni ritenute altamente automatizzabili: addetti al data entry e alle trascrizioni, operatori di telemarketing e customer service via email, addetti alla verifica documentale e alla gestione degli archivi. Nel livello 4 (rischio alto) rientrano ruoli chiave dell’organizzazione aziendale tradizionale, come impiegati amministrativi di back office, contabili junior, operatori di sportello, addetti alle prenotazioni di viaggio, cassieri e addetti al controllo qualità.

“In molti casi non si assiste a una sostituzione immediata, ma a un progressivo svuotamento delle mansioni. Un fenomeno che riduce il valore economico dei ruoli e ne aumenta la precarietà”, sottolineano gli analisti di Mia Academy.

Polarizzazione del mercato del lavoro -

 Il report evidenzia un aumento della polarizzazione: se da un lato l'automazione comprime alcune professioni, dall'altro si registra una domanda in significativa espansione per altre. Le figure esperte di Intelligenza artificiale generativa risultano tra le più richieste. Tra i profili emergenti si trovano Generative AI Specialist, AI Ethicist, AI Risk Manager e MLOps Engineer. La scarsità di competenze ha provocato un premio salariale medio del +56% rispetto ai ruoli tradizionali. A livello internazionale, un Senior AI Engineer guadagna in media 106 mila dollari annui, mentre un Generative AI Specialist può andare oltre i 120 mila dollari. In Italia, le retribuzioni per figure junior partono da circa 34.700 euro, con prospettive di crescita più veloci rispetto alla media del mercato. 

Reskilling come leva strategica -

 Mia Academy sostiene che la risposta alla trasformazione in atto passi dal reskilling. Le competenze chiave interessano sia l’ambito tecnico — data analysis, machine learning, programmazione e governance dei sistemi IA — sia quello trasversale, con creatività, pensiero critico e intelligenza emotiva sempre più importanti.

“L’AI Shock Index non è una previsione catastrofica, ma uno strumento di orientamento”, afferma Antonio Santoro, direttore di Mia Academy. “Comprendere oggi l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro consente a imprese e professionisti di prendere decisioni informate e investire nelle competenze che guideranno la crescita dei prossimi anni”, ha aggiunto.

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