Mostre.

Jo Squillo: John Giorno: The Performative Word. A cura di Lorenzo Balbi

Ripercorrendo oltre sessant’anni di storia e cultura il MAMbo dedica la prima grande retrospettiva in Italia a John Giorno, poeta e performer dalla presenza scenica magnetica, che ha saputo trasformare la parola in esperienza e forma d’arte.

© Ufficio stampa

Poeta e performer magnetico, John Giorno (New York, 1936 - New York, 2019) ha saputo trasformare la parola in forma d’arte.

A lui il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna dedica, dal 5 febbraio al 3 maggio 2026, John Giorno: The Performative Word, a cura di Lorenzo Balbi, la prima grande retrospettiva italiana, allestita nella Sala delle Ciminiere, che celebra uno dei protagonisti più radicali e visionari della cultura contemporanea.

L'esposizione rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026, palinsesto di mostre ed eventi promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi.

Figura cardine della New York d’avanguardia, poeta, artista e attivista, John Giorno ha infranto i confini disciplinari facendo della poesia un corpo vivo, un gesto capace di abitare luoghi inattesi. Le sue amicizie e collaborazioni con alcune delle figure più significative di quegli anni, tra cui Andy Warhol, Robert Rauschenberg, William Burroughs, John Cage e Patti Smith, e la fondazione, nel 1965, della Giorno Poetry Systems - la piattaforma no-profit che ha rivoluzionato la diffusione della poesia intrecciandola con musica, arti visive, impegno politico e pratiche comunitarie - testimoniano l’impatto imprescindibile che Giorno ha avuto nella storia dell’arte.

«La retrospettiva dedicata a John Giorno si inserisce perfettamente nel contesto artistico di Bologna - dichiara Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna - Giorno ha trasformato la parola in arte pubblica, estendendo la pratica della performance oltre la pagina, in ambiti non convenzionali come le strade e le linee telefoniche, accordandosi perfettamente con lo spirito di sperimentazione e di apertura verso le nuove forme d'arte che Bologna ha sempre coltivato. La fusione tra parola e azione, tra vita personale e opera, è stato l'innesco per un nuovo modo di intendere la pratica artistica, vista come un modo di intervenire nello spazio pubblico per agire un cambiamento sociale, come nel caso dell'attivismo contro l'AIDS; un modello che rispecchia la vocazione di Bologna a riconoscere il valore delle differenze e a dare spazi a un'arte che dialoga con la città e con chi ci vive. La retrospettiva curata dal MAMbo è un'esperienza preziosa che collega storia, performance e poesia, e che offre spunti di riflessione ancora attuali per il nostro oggi».

«John Giorno ha incarnato, come pochi altri, la possibilità di una poesia che si fa esperienza del mondo, che abita il corpo, la voce e lo spazio, aprendosi alle forme e ai linguaggi dell’arte contemporanea. La sua opera, oggi riconosciuta come una delle più influenti e trasversali del secondo Novecento, si situa al crocevia tra parola e immagine, suono e gesto, spiritualità e cultura pop, costruendo un universo estetico e performativo che ancora risuona con sorprendente attualità», spiega Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo e curatore della mostra.

L'esposizione ripercorre la pratica multiforme di John Giorno attraverso diversi nuclei di opere, mostrando come l’artista abbia valorizzato il linguaggio poetico nelle sue dimensioni plastiche, relazionali e performative spingendo la parola a sconfinare nel territorio delle arti visive e delle reti di telecomunicazione. Larga parte della sua produzione artistica reimpiega estratti delle sue poesie replicati su diversi supporti, con l'uso di colori accuratamente scelti e un font iconico.

Epicentro della mostra è Dial-A-Poem, l'iconica opera interattiva con cui l’artista ha reso fruibili al pubblico, attraverso un numero di telefono da comporre, le registrazioni delle voci di poeti, artisti, musicisti e attivisti intenti a leggere le proprie composizioni. Il progetto pioneristico che trasformò il telefono in uno strumento di diffusione poetica su larga scala fu originariamente prodotto nel 1969 e presentato successivamente nel 1970 nella mostra Information al MoMA – Museum of Modern Art di New York. L'opera divenne un lavoro emblematico dell’arte concettuale partecipativa, ampliandosi negli anni fino a raccogliere 282 registrazioni di 132 autori, tra cui Patti Smith, Allen Ginsberg e Amiri Baraka, e generando edizioni internazionali in diversi Paesi come Dial-A-Poem France, Dial-A-Poem Mexico, Dial-A-Poem Brazil, Dial-A-Poem Thailand, Dial-A-Poem Switzerland. In occasione di John Giorno: The Performative Word, nasce la versione italiana dell’opera ideata appositamente per il MAMbo, Dial-A-Poem Italy, che ha visto il coinvolgimento di oltre trenta poete e poeti italiani contemporanei, selezionati da Caterina Molteni, curatrice del museo, che hanno prestato la voce al progetto sonoro che conduce il pubblico nel cuore pulsante della visione di Giorno. Tra questi, ricordiamo Antonella Anedda, Domenico Brancale, Milo De Angelis, Valerio Magrelli e Patrizia Valduga. Come nell’opera storica, anche nella sua versione italiana l’ascolto rimane imprevedibile: una chiamata, una voce inattesa, un frammento poetico che trasformano l’esperienza in una performance privata. Un nuovo numero telefonico + 39 051 0304278 verrà attivato in occasione della mostra e sarà raggiungibile gratuitamente ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, da chiunque. All'interno del percorso espositivo, una sezione dedicata ai materiali d’archivio a cura di Nicola Ricciardi con la collaborazione di Eleonora Molignani, e con un allestimento progettato da Studio EX (Andrea Cassi e Michele Versaci): poster, lettere, libri e contratti, in alcuni casi mai esposti, tracciano l’evoluzione della traiettoria di John Giorno tra arte e attivismo e mettono in relazione la sua esperienza con quella di altri artisti.

Confermando l’attenzione per il mondo della performance che da sempre caratterizza la ricerca curatoriale del MAMbo, John Giorno: The Performative Word mette in luce la dimensione performativa della pratica poetica dell'artista inserendola nella più ampia storia delle sperimentazioni artistiche legate a questo ambito. Dalle prime poesie visive e dai collage linguistici agli Electronic Sensory Poetry Environments del 1967, la sua ricerca sviluppa una vera e propria poetica dell’energia, fondata su ritmo, respiro e vibrazione, anticipando temi oggi centrali nelle arti intermediali: l’interdisciplinarità, il corpo come veicolo di conoscenza, la dimensione relazionale dell’opera. A questa tensione performativa si intrecciano in modo decisivo il suo impegno politico - in particolare all’interno della comunità LGBTQ+ e durante l’emergenza dell’AIDS negli anni Ottanta, periodo in cui fondò la AIDS Treatment Project - e la sua adesione al buddhismo tibetano, che introduce nella sua opera una profonda dimensione meditativa. Con John Giorno: The Performative Word il MAMbo rende omaggio a un artista che ha reinventato la poesia come gesto, ritmo, corpo e presenza; un vero e proprio linguaggio multidimensionale, capace di unire politica, spiritualità e vita quotidiana, di restituire alla voce la sua potenza irriducibile e di costruire un ponte tra storia e contemporaneità.

Ad accompagnare la mostra una monografia edita da Mousse Publishing. Il volume raccoglie un’ampia selezione di materiali d’archivio e testi di Lorenzo Balbi, curatore della mostra, di Drew Sawyer, curatore del Whitney Museum of American Art (New York), del poeta Kyle Dacuyan e del curatore Nicola Ricciardi, oltre a un’inedita intervista tra Ugo Rondinone e Laura Hoptman, che insieme offrono approfondite prospettive interpretative sull’opera di Giorno.

La mostra è realizzata in collaborazione con Giorno Poetry Systems e con il supporto della Galleria Thomas Brambilla.

La pubblicazione è realizzata grazie al contributo di Shane Akeroyd, Almine Rech, kurimanzutto e Galerie Eva Presenhuber, Zurich / Vienna.

Biografia John Giorno
Nato il 4 dicembre 1936 a New York da una famiglia di origini italiane, studiò alla Columbia University, dove si laureò in Storia dell’Arte nel 1958. In quegli anni si avvicinò alla poesia, ma fu l’incontro con l’arte visiva a determinare la svolta decisiva nella sua carriera. A partire dagli anni Sessanta, Giorno entrò nel cuore pulsante dell’avanguardia newyorkese, diventando parte integrante di una vivace comunità artistica. Già nel 1963 era riconosciuto come una delle voci più originali e attive della scena artistica, anche grazie alla sua partecipazione come protagonista nel celebre film Sleep di Andy Warhol. Collaborò con numerosi artisti di spicco: con Brion Gysin in Subway Sound (1965), con Robert Rauschenberg in 9 Evenings of Theater & Engineering (1966), e con Bob Moog negli ambienti poetici sensoriali elettronici tra il 1967 e il 1969. Nel 1967 pubblicò il suo primo libro di poesie, Poems, e il suo primo LP, entrambi arricchiti da illustrazioni e design di Rauschenberg e Les Levine. Nel 1972, con la nascita dei Giorno Poetry Systems Records, iniziò a produrre dischi che mescolavano poesia, musica e sperimentazione, pubblicando oltre quaranta LP, cassette e CD in collaborazione con una vasta gamma di poeti, musicisti e artisti di varia estrazione tra i quali William Borrough e Keith Haring. Nel 1984, l’attività dell’organizzazione si estese ulteriormente con la creazione dell’AIDS Treatment Project, che offriva sostegno diretto ad artisti affetti da AIDS. Negli ultimi anni, Giorno ampliò il proprio lavoro grazie a collaborazioni con artisti contemporanei come Pierre Huyghe, Michael Stipe, Rirkrit Tiravanija e Ugo Rondinone. Proprio Rondinone, compagno di vita di Giorno dal 1998, gli dedicò nel 2015 al Palais de Tokyo di Parigi e nel 2017 in tredici spazi espositivi di New York, I ♥ John Giorno, la prima grande retrospettiva dedicata a un poeta della controcultura americana degli anni Sessanta, concepita come una vera e propria dichiarazione d’amore e, al tempo stesso, come un’opera d’arte autonoma. Nel 2017 Giorno si ritirò dalla performance pubblica per dedicarsi interamente alla meditazione, alla scrittura e alla creazione artistica. Trascorse così gli ultimi anni della sua vita, completando le sue memorie, Great Demon Kings, pubblicate postume nel 2020.

Dial-A-Poem Italy vede la partecipazione di: Ubah Cristina Ali Farah, Antonella Anedda, Riccardo Benassi, Tomaso Binga, vito m. bonito, Domenico Brancale, Maria Luce Cacciaguerra, Sandra Cane, Marco Ceriani, Giulia Crispiani, Marzia D'Amico, Milo De Angelis, Rita Degli Esposti, Tommaso Di Dio, Caterina Dufì, Carmen Gallo, John Gian, Marco Giovenale, Allison Grimaldi Donahue, Riccardo Held, Wissal Houbabi, Eleonora Luccarini, Valerio Magrelli, Alberto Masala, Enzo Minarelli, Jonida Prifti, Marilena Renda, Federica Scaringello, June Scialpi, Italo Testa, Ida Travi, Patrizia Valduga, Italo Zuffi.

MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna
La storia del MAMbo è legata alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, nata nel 1975 in Piazza della Costituzione, che nel 2007 si sposta nell'Ex Forno del Pane di via Don Giovanni Minzoni inaugurando l’attuale sede del museo.
Con i suoi ampi spazi dedicati alla cultura visiva e alla sperimentazione, il museo colleziona, conserva, studia, comunica ed espone il proprio patrimonio artistico.
La collezione permanente propone un’interpretazione dell’arte italiana attraverso la storia della Galleria d’Arte Moderna di Bologna e le successive acquisizioni, dagli anni Cinquanta fino agli sviluppi più recenti.
Attraverso un’intensa attività espositiva nella Sala delle Ciminiere, il MAMbo esplora il presente e contribuisce a tracciare nuove vie dell’arte seguendo le più innovative pratiche di sperimentazione. Tutte le mostre temporanee allestite, ampie monografiche e collettive di artisti italiani e internazionali, si sviluppano in una prospettiva aperta alla ricerca e alla dialettica tra le opere e il contesto espositivo. La Project Room, negli spazi della collezione, ospita focus espositivi dedicati ad artisti del territorio.

SCHEDA TECNICA
Mostra: John Giorno: The Performative Word
A cura di: Lorenzo Balbi
Promossa da: Comune di Bologna | Settore Musei Civici | MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna
Sede: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna
Periodo: 5 febbraio – 3 maggio 2026
Inaugurazione: Mercoledì 4 febbraio 2026 ore 18.00 - 21.00
Orari di apertura: Martedì e mercoledì ore 14.00 - 19.00, Giovedì ore 14.00 - 20.00, Venerdì, sabato, domenica e festivi ore 10.00 - 19.00 Dal 5 all’8 febbraio 2026, durante ART CITY Bologna, sono previste aperture speciali con orari estesi
Ingresso: Intero 6 € - Ridotto 4 € Per riduzioni o gratuità consultare il sito www.museibologna.it/mambo
Informazioni: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna Via Don Giovanni Minzoni 14 - 40121 Bologna
Tel. +39 051 6496611
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