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Dopo il Mercosur l’Ue guarda verso l’India, accordo di libero scambio a un passo

Von der Leyen e Costa pronti a firmare l’intesa per la creazione di un mercato da due miliardi di persone: focus su riduzione dei dazi e scambio di tecnologie, oltre che sulla sicurezza

L’Unione europea continua a cercare strade commerciali nuove. E dopo l’accordo con i Paesi dell’America Latina – per il momento bloccato dalla decisione del Parlamento europeo di chiedere un parere alla Corte di giustizia Ue – l’intesa sul libero scambio con l’India sembra a un passo.

ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO INDIA-UE
La firma potrebbe arrivare entro domani, martedì 27 gennaio. Già a partire da oggi Ursula von der Leyen e Antonio Costa saranno a Nuova Delhi per un vertice di primaria importanza, che potrebbe culminare appunto con la sottoscrizione di un accordo di libero scambio tra Unione europea e India. Un accordo che coinvolgerebbe circa due miliardi di persone, creando una delle più rilevanti aree di scambio commerciale al mondo.

COSA PREVEDE L’INTESA
Lo scopo è quello di ridurre i dazi e collaborare su settori strategici, come per esempio l’idrogeno, la manifattura avanzata e l’energia solare. Per l’Unione europea l’apertura verso l’India significherebbe, soprattutto, poter contare su catene di fornitura più diversificate e resilienti in caso di crisi. Inoltre, l’intesa guarda anche al fronte dell’intelligence, con un maggiore scambio di informazioni classificate e un’attività di prevenzione concertata sulle minacce terroristiche.

NUOVO PASSO DELL’UE DOPO IL MERCOSUR
Le voci sull’accordo con l’India arrivano pochi giorni dopo la firma dell’accordo commerciale Ue-Mercosur, firmato in Paraguay dalla stessa Von der Leyen. L’accordo UE-Mercosur prevede una forte riduzione dei dazi, coprendo oltre il 90% degli scambi tra le due aree, con benefici significativi per settori chiave come vino, formaggi, automobili, macchinari e chimica. Secondo la Commissione europea, l’intesa aumenterà del 55% l’export agroalimentare europeo verso il Mercosur e favorirà la creazione di circa 500.000 posti di lavoro legati all’export.

LO STOP DEL PARLAMENTO EUROPEO
Per l’Italia, che commercia con il Mercosur per 16,4 miliardi di euro, la liberalizzazione del 91% degli scambi avrebbe un impatto rilevante sull’economia, sostenendo 3,4 milioni di posti di lavoro e coinvolgendo numerosi settori industriali, dall’automotive alla chimico-farmaceutica, fino ai macchinari e ai materiali industriali. Tuttavia, dopo la decisione del Parlamento europeo l’accordo dovrà essere vagliato dalla Corte europea, e secondo alcuni osservatori il verdetto potrebbe arrivare anche tra un paio d’anni.