Il 16 gennaio per Elena Santarelli segna una svolta decisiva: il tribunale ha condannato a nove mesi di reclusione, con pena sospesa, la donna che per anni l'ha perseguitata online. Un incubo iniziato nel 2019, fatto di minacce, insulti e messaggi inquietanti, che ha inciso profondamente sulla serenità della showgirl e della sua famiglia. "È la fine di un periodo terribile" ha dichiarato.
La persecuzione è cominciata sui social network, in particolare su Instagram, con messaggi sempre più aggressivi. All'inizio frasi allusive, poi vere e proprie minacce che hanno generato paura e costante allerta. A rendere la situazione ancora più grave, gli attacchi rivolti anche al figlio di Santarelli, con parole cariche di odio e auguri inaccettabili. Un clima che ha costretto la showgirl a vivere per anni con il timore di possibili conseguenze reali, ben oltre lo schermo di uno smartphone.
La denuncia e l’intervento della polizia postale -
Spaventata e determinata a proteggere i suoi figli, Santarelli ha deciso di denunciare tutto alla polizia postale. Le indagini sono state complesse e lunghe, ma hanno portato all'identificazione della responsabile, una donna più grande di lei che si nascondeva dietro profili e nickname. La donna imputata ha patteggiato una pena di nove mesi di carcere, sospesa a condizione che intraprenda un percorso di recupero: "Non bisogna mai perdere la speranza. Denunciare è fondamentale. Nessuno dovrebbe pensare di poter ferire impunemente gli altri sui social" ha commentato Elena Santarelli.