Gregory Bovino, l'uomo che sta coordinando le più massicce operazioni di deportazione nella storia recente degli Stati Uniti, porta un cognome che affonda le radici nel profondo Sud Italia. Nato nel 1970 in North Carolina, Bovino non ha mai nascosto le proprie origini: i suoi nonni partirono dalla Calabria nel 1909, attraversando l’Atlantico in cerca di quella fortuna che oggi lui è chiamato a negare a migliaia di nuovi migranti.
Il "Comandante", come viene chiamato dai suoi uomini della Border Patrol, è diventato il braccio operativo della "Operation Midway Blitz", guidando task force federali in assetto da combattimento nelle cosiddette città santuario come Chicago e Minneapolis. Il suo stile, caratterizzato da un lungo cappotto scuro che ha suscitato polemiche internazionali per l'estetica autoritaria, è diventato il simbolo di una gestione della sicurezza interna che non ammette mediazioni. Mentre i critici lo accusano di aver tradito la storia migratoria della sua stessa famiglia, lui si definisce un servitore della legge, convinto che la protezione dei confini sia l'unico modo per preservare il Paese.