LE INIZIATIVE

Giulio Regeni, 10 anni dalla scomparsa | La madre: "Chi ha un biglietto per l'Egitto, lo stracci"

La lettera di Mattarella, dieci anni dopo. Dal rapimento di Giulio agli stop ai processi: le torture, i depistaggi e le battaglie giudiziarie

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"Spero che tutte le persone che hanno in tasca o che hanno già prenotato un viaggio in Egitto, turistico e non - anche per un incontro bilaterale o per un incontro culturale - prendano il biglietto e lo straccino". Sono passati 10 anni da quando, alle 19.41 del 25 gennaio del 2016, Giulio Regeni inviò il suo ultimo messaggio dall'Egitto. Poi il silenzio, di lui non si ebbero più notizie. Il suo cadavere fu ritrovato il 3 febbraio successivo lungo l'autostrada che conduce ad Alessandria. Sua madre, Paola Deffendi, insieme alla famiglia del giovane ricercatore non ha mai smesso di chiedere verità. In una storia macchiata da silenzi, ostacoli e depistaggi, ma anche da una presenza costante di cittadini che, con il giallo come simbolo, hanno trasformato la richiesta di giustizia in un impegno collettivo.

Mattarella: "Niente compromessi su verità e giustizia" -

 Nell'occasione è intervenuto anche il presidente Mattarella in un messaggio ai genitori sottolineando che "verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, a tutela non solo delle legittime aspettative di chiarezza dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale e sociale e delle relazioni internazionali". Il capo dello Stato ha ricordato che "la piena collaborazione delle autorità egiziane nel dare risposte adeguate alle richieste della magistratura italiana, per accertare i fatti e assicurare alla giustizia i responsabili, continua a rappresentare un banco di prova".

La madre di Giulio: "Non c'è cultura senza rispetto dei diritti umani" -

 È tornata a parlare in pubblico Paola Deffendi dal palco dell'evento "Parole, immagini e musica per Giulio", tenutosi a Fiumicello (Udine). Lo ha fatto rivolgendo il suo appello a tutti i connazionali che negli anni hanno abbracciato la sua causa. E ringraziando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, "per la lettera veramente graditissima". "In questi 10 anni sono arrivata a questa sintesi: non ci può essere cultura se dentro alla cultura non si porta avanti il rispetto dei diritti umani", ha detto. "Quindi qualsiasi evento che viene chiamato culturale e che non porta dentro i diritti umani non è cultura". Riguardo alla proiezione del documentario Giulio Regeni. Tutto il male del mondo di Simone Mannetti, la madre del ricercatore ha esortato: "Lo vogliono le scuole, le università, i cinema. Ma lo vogliono anche all'estero. Vi chiedo per cortesia di fare i sottotitoli o tradurlo in inglese, perché tutti devono sapere cosa succede".

Il padre: "Dieci anni un lungo periodo, ma è solo una tappa del percorso" -

 "Dieci anni è un lungo periodo, però per noi significa soltanto una tappa nel nostro lungo percorso, un cammino che speriamo possa riprendere presto con il processo e con una sentenza della Corte costituzionale che ci permetta di andare avanti. Continuate a starci accanto e grazie di tutto", ha detto il padre Claudio Regeni. "Giulio potrebbe essere figlio di tantissime famiglie, fratello di tanti, nipote - ha osservato - e rappresenta un po' i giovani di oggi che sono di mentalità aperta, che viaggiano, che si interessano, che hanno a cuore anche gli altri, che si interessano di come stanno le persone non solo qui in Italia ma anche in altri Paesi. E questo non viene spesso capito, come abbiamo visto anche nella recente vicenda di Alberto Trentini, per fortuna conclusasi con esito positivo, e siamo tutti felicissimi. Abbiamo avuto modo di abbracciare più volte la mamma Armanda e la salutiamo con affetto, così come salutiamo il marito Ezio e Alberto stesso che adesso si prende qualche giorno di riposo meritato".

Le iniziative -

 A Fiumicello (Udine), paese di origine di Giulio, tornerà a essere il fulcro di una mobilitazione civile che non si è mai interrotta: l'appuntamento con "Giulio continua a fare cose…" è alle 14.45 nel palazzetto del pattinaggio. Tra gli ospiti attesi, Elisa, don Luigi Ciotti, Alessandro Bergonzoni, Pif, Gherardo Colombo ed Elly Schlein. Previsti contributi video di Vinicio Capossela, Lella Costa e Roberto Fico. Si inizia con il flash mob "10 anni in giallo: un'onda d'urto!", seguito dall'incontro Parole, immagini e musica per Giulio e dall'anteprima nazionale del documentario Giulio Regeni. Tutto il male del mondo, per la regia di Simone Manetti. L'iniziativa è curata da Paola Deffendi, Claudio Regeni, Alessandra Ballerini, Marina Tuni e dal collettivo Giulio Siamo Noi, in collaborazione con il Comune di Fiumicello Villa Vicentina e Articolo 21. In serata, dalle 19, la manifestazione si sposterà lungo le vie del paese con la Camminata dei diritti fino a raggiungere il Piazzale dei Tigli, dove alle 19.41 si osserverà un minuto di raccoglimento, in filo diretto con tutta Italia. L'appello di 'Giulio siamo noi' è che ci si possa ritrovare in qualsiasi altra città alla stessa ora vicino a una panchina gialla per accendere una candela, leggere un brano dal libro Giulio fa cose e ribadire la necessità di schierarsi per il rispetto e la salvaguardia dei diritti umani. 

Le principali tappe della vicenda: 25 gennaio 2016 -

 Si perdono le tracce di Giulio: il giovane ricercatore, dottorando a Cambridge, 'sparisce' nei pressi di piazza Tahir, al Cairo.

3 febbraio 2016 Il suo cadavere viene ritrovato sulla strada che collega il Cairo ad Alessandria d'Egitto. Sul corpo segni di tortura: lividi, fratture, ferite, bruciature.

4 febbraio 2016 Il direttore dell'Amministrazione generale delle indagini, Khaled Shalabi, esclude un'azione violenta e la presenza di colpi di armi da fuoco o da taglio: si indaga per incidente stradale. Viene eseguita l'autopsia. La Procura di Roma apre un fascicolo.

7 febbraio 2016 La salma arriva in Italia, viene fatta una nuova autopsia che certifica le torture. Il Cairo intanto cambia versione di giorno in giorno, in quello che appare un depistaggio: si va dall'omicidio a sfondo omosessuale all'uccisione per mano di spie dei Fratelli Musulmani.

14 aprile 2016 La Procura di Roma invia alle autorità egiziane una rogatoria e chiede di acquisire i tabulati telefonici di 13 persone, i video delle zone frequentate dal giovane e una serie di testimonianze. Il 5 maggio arrivano alcuni tabulati.

4 agosto 2016 -

 Emerge che Mohamed Abdallah, capo del sindacato ambulanti su cui Regeni stava facendo una ricerca, aveva segnalato ai servizi egiziani l'attività di Giulio. A dicembre si saprà che era stato lui a denunciarlo. 9 settembre 2016 - Vertice a Roma tra magistrati egiziani e italiani. L'Egitto ammette: Regeni era sorvegliato, impegno a consegnare tutta la documentazione.

4 dicembre 2018 La Procura di Roma iscrive nel registro degli indagati cinque uomini, membri dei servizi segreti civili e della polizia investigativa egiziani, per concorso in sequestro di persona.

30 novembre 2020 Rottura del rapporto di collaborazione tra i magistrati italiani e quelli egiziani. 25 maggio 2021 - Il gup della Capitale dispone il giudizio per quattro imputati.

14 ottobre 2021 La III Corte d'Assise rinvia il procedimento davanti al gup. La decisione è legata all'assenza in aula degli imputati. 3 aprile 2023 - La Procura di Roma chiede al gup di investire la Consulta per superare la "stasi" del processo a carico di quattro 007. Poi la Corte costituzionale accoglie ricorso del gip e sblocca l'iter giudiziario.

20 gennaio 2024 Davanti alla prima Corte d'Assise riparte il processo. I genitori di Giulio: "Abbiamo atteso questo momento per 8 anni".

23 ottobre 2025 Nuovo stop al processo. I giudici, accogliendo una richiesta dei difensori, hanno inviato una nuova istanza alla Consulta relativa al diritto di difesa e alla nomina di consulenti tecnici.

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