per protestare per il clima

Ultima Generazione, attivisti assolti per il blocco del raccordo a Roma nel 2022

"Scavalcare quel guardrail non è stato facile ma, con le notizie sui disastri in Sud Italia, ci rendiamo conto che non abbiamo sbagliato"

© Ansa

"Giovedì 22 gennaio presso il tribunale di Roma si è tenuta l'udienza per il processo che ha visto imputate 10 persone per l'azione compiuta il 7 novembre 2022 sul Grande raccordo anulare uscita 1 Aurelia; azione realizzata nell'ambito della precedente campagna "No gas No Carbone". Il giudice al termine dell'udienza ha pronunciato la sentenza di assoluzione per tutti i capi di imputazione. Nello specifico: non luogo a procedere perché il fatto non è previsto come reato per l'interruzione di pubblico servizio; non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per la violazione del foglio di via; assoluzione per tenuità del fatto dall'imbrattamento".

Lo comunica in una nota Ultima Generazione. "Scavalcare quel guardrail non è mai stato facile. Trovare il coraggio di prendersi quei rischi non è mai stato facile. Ma in questa settimana, in cui le assoluzioni si sono alternate alle notizie sui disastri in Sud Italia, ci rendiamo conto che niente di quello che abbiamo fatto era sbagliato o criminale o inutile. Oggi come allora, continuiamo a chiedere al governo italiano di prendersi cura del Paese, o di dimettersi", Tommaso, 33 anni, operatore agricolo.

"Siamo tra i paesi più colpiti dall'emergenza climatica" -

 "Con quella del 22 gennaio siamo a 58 assoluzioni per azioni dirette nonviolente compiute come Ultima Generazione - prosegue il movimento -. Un numero che ci ricorda, ancora una volta, che in uno stato democratico la protesta e l'azione diretta nonviolenta non sono dei reati ma, in un paese che risulta al 16° posto in classifica - secondo le stime del Climate Risk index - tra i paesi più colpiti dalla crisi climatica (e le recenti alluvioni in Sicilia e Sardegna lo confermano) e in un momento storico in cui anche i tentativi di affrontare la crisi climatica a livello mondiale si svuotano di speranza. Ma il governo anziché affrontare i problemi reali delle persone, sta per varare un nuovo provvedimento legislativo teso ancora di più a impedire il diritto costituzionale a manifestare"

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